Nuovo studio elogia il successo dei servizi di musica in streaming nel ridurre la pirateria

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Conoscete Spotify ? E’ un servizio di musica in streaming realizzato da una società Svedese. E’ stato lanciato nel 2008 ed è attivo in Finlandia , Francia , Paesi Bassi , Norvegia , Spagna , Svezia , il Regno Unito e gli Stati Uniti. Funziona con Windows, Mac OS X, Linux, Telia TV e i principali dispositivi mobili. La musica può essere sfogliata per Artista, Album, offre funzioni Sociali e si appoggia anche a Facebook. Gli utenti possono acquistare gli album per il download come tracce MP3 e questo “espediente” sembra stia riuscendo, in Svezia, a ridurre la pirateria.
Screenshot - Spotify - 01TorrentFreak ha segnalato un nuovo studio che analizza il settore della Musica Svedese. I ricercatori, dopo attente rilevazioni trimestrali, sono giunti alla conclusione che Spotify sia riuscito a ridurre la percentuale di pirati tra gli utenti di età tra i 15 e 74 anni. Tale riduzione è interessante se analizziamo il numero di persone che hanno smesso di scaricare “mp3 pirata” dal 2009, segnalano un calo del 25 per cento.

La tendenza a lungo termine è un forte incremento dello streaming legale e una riduzione del file sharing e download illegale. Quando 800.000 svedesi sono disposti a pagare per lo streaming di musica, vi è chiaramente un mercato per la musica digitale legale. Incoraggiamo la diversità dei servizi musicali in quanto fornirà migliori condizioni sia per chi crea la musica e chi la ascolta.

Il settore della Musica sta combattendo da anni la pirateria e la soluzione è offrire, a prezzi onesti, l’ascolto di musica in streaming oppure l’acquisto di album ? La risposta è SI. L’utente che utilizza Spotify  può acquistare le tracce un album di 10 canzoni pagando 6 Euro, una cifra onesta e accessibile alla maggior parte degli utenti.

Screenshot - Spotify - 02Non è tutto ora quel che luccica. Spotify e gli altri servizi di musica in streaming stanno riuscendo a ridurre la pirateria. Ciò nonostante abbiamo notato nelle ultime settimane importante disaffezioni. Century Media e Hypebot hanno stracciato gli accordi con Spotify reputandoli insoddisfacenti per le label e per gli stessi artisti. La motivazione ufficiale sono i bassi ricavi e tale affermazione coincide con la realtà. Spotify offre una condivisione dei ricavi inferiore a quella di LastFM e le label specializzate nella musica Metal, le uniche che continuano a registrare profitti record grazie ai loro utenti che acquistano gli album regolarmente e si recano ai concerti, hanno risposto con un secco NO GRAZIE, NON CI SERVE.. Siete curiosi e volete scoprire la percentuale dei ricavi offerta da Spotify ? informationisbeautiful.net offre in un’interessante infografica risalente al 2010 ..

Screenshot - Artisti pagamenti 2011

Per approfondire: Lo studio (PDF)

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