I verdi vogliono abolire il DRM e ridurre la durata del Copyright

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Il Gruppo Parlamentare dei Verdi, Alleanza Libera Europea al Parlamento europeo (The Greens – European Free Alliance), ha diffuso un documento che potrebbe diventare il loro punto di riferimento nelle politiche in materia di diritto d’autore nell’era digitale. Il tema del documento è la legalizzazione del file sharing per uso personale e la limitazione della durata del Copyright a cinque anni.

Il documenti, disponibile su Scribd (via TorrentFreak), va direttamente contro la tendenza Europea e USA di voler aumentare il controllo sul copyright, e chiede alla società di proteggere gli interessi del pubblico, invece di quelli di poche aziende che hanno svariati milioni di dollari. Sembra il manifesto programmatico di un Partito Pirato, si tratta invece di un documento pubblicato da una gruppo politico che ha chiare intenzioni ambientaliste e pacifiste.

I punti chiave

  • Dicono che il compito per i politici non è quello di proteggere i vecchi modelli di business ma è adattarsi alla nuova situazione digitale, per fornire un regolamento aggiornato per gli artisti e creatori di contenuti. “E’ necessario ristrutturare il dibattito per effettuare “distinzioni” tra materiale commerciale, non commerciale, protetto da copyright oppure materiale che può essere sfruttato riconoscendo la paternità dei contenuti”.
  • “Per migliorare la condizione degli artisti chiediamo di modificare il diritto contrattuale a livello europeo. Vogliamo mettere gli artisti e creatori di contenuti in una posizione migliore in fase di negoziazione di fronte alle società di intrattenimento che dominano il mercato”.
  • Riduzione della durata del Copyright da 70 a 5 anni e un’opzione attraverso cui è possibile estendere il copyright da 5 a 20 anni.
  • Introduzione di un divieto Europeo sulle tecnologie DRM che limitano gli usi legali di un’opera.

Il documento dei Verdi è interessante ma non è rivoluzionario. Sono affermazioni prese in prestito dai vari Partiti Pirata, mescolate a richieste di intervento Europeo per garantire migliori condizioni contrattuali agli artisti. E’ rivoluzionaria, per i Verdi, la sezione in cui si soffermano a discutere sul Copyright oppure sull’abolizione delle tecnologie DRM ma dobbiamo arrenderci all’evidenza. Il gruppo dei Verdi è una piccola minoranza nel Parlamento Europeo e la strada che devono percorrere, prima che i punti programmatici si trasformino in legge, è tutta in salita.

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