Utilizzo di immagini digitali in medicina e odontoiatria
Considerazioni applicabili a qualsiasi tipo di immagine digitale.
Le immagini digitali sono costituite da una matrice di punti (pixel) ad ognuno dei quali e’ associato un numero che ne definisce il colore.
Il numero di colori che può assumere ogni singolo pixel e’ esponenzialmente proporzionale alla quantità di bit simultanei elaborabili dal microprocessore ed alla memoria della scheda grafica del computer che lo visualizza.
Con 8 bit si ottengono 256 colori diversi, associabili a ciascun pixel. Con 16 bit le combinazioni possibili diventano circa 65.000 mentre con 32 bit (nei pc attuali) oltre 16 milioni (sono moltissimi, ma ben lontani dalla realtà composta da infiniti colori).
Le immagini digitali comunemente utilizzate in campo medico e odontoiatrico sono di 4 tipi: Bmp, Jpg, Tif, Dicom.
Le immagini Bmp sono le immagini maggiormente “digeribili” dai sistemi operativi Microsoft e dai software Microsoft (es. Office), ma occupano parecchio spazio quando vengono memorizzate su un supporto di archiviazione, infatti vengono scarsamente utilizzate. Anche navigando in internet raramente ci si imbatte in un’ immagine di questo formato (comunque visualizzabile solo dopo essere stata scaricata sul proprio PC).
Nelle immagini Jpg il colore di ogni singolo pixel è definito da un codice (in formato esadecimale) costituito da tre numeri di 2 cifre ciascuno. Questi 3 numeri indicano le intensità dei 3 colori fondamentali rosso (Red), verde (Green) e blu (Blue) che miscelati tra loro danno il colore di quel punto, come per la televisione. Per questo le immagini Jpg sono dette in modalità RGB.
Compressione distruttiva:
La compressione distruttiva e’ il risultato di uno scarto di informazioni dal dato originale. Sono le informazioni più “superflue” ad essere scartate mediante un algoritmo che individua colori simili (ma non uguali) e li “ridipinge” tutti nella stessa tonalità, modificando la sequenza di colori tra pixel adiacenti (ad es. “giallo chiaro”,”giallo molto chiaro”,”giallo ancora più chiaro”) in un’ unica tinta comune. La nuova informazione (ad esempio “giallo chiaro ripetuto per n volte”) allegerisce l’ immagine: lo spazio richiesto per la memorizzazione cala drasticamente, in proporzione alla compressione (ovvero l’ approssimazione) applicata.
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