Utilizzo di immagini digitali in medicina e odontoiatria
La compressione applicata per salvare un’ immagine nel formato Jpg viene definita “distruttiva” perche’ non e’ un processo reversibile, ovvero una volta effettuata l’approssimazione (e quindi scartate alcune informazioni) il PC non sara’ in grado di ridarci l’immagine originale, piu’ pesante ma con tutti i dettagli (spesso impercettibili) assimilati al momento dell’ acquisizione.
Compressione non distruttiva:
Per compressione non distruttiva si intende un raggruppamento dei dati simili constituenti un’ immagine al fine di memorizzare meno dati, ma senza scarti.
Immagini di questo tipo sono le Tiff (Tagged Image File Format): lo spazio occupato da un’ immagine in formato Tiff e’ sensibilmente inferiore alla stessa salvata in formato Bmp ma, non essendo stata applicata un’ approssimazione dei colori, è superiore al formato Jpg.
Vi è reversibilità in un’ immagine Tiff, quindi è sempre possibile riottenere l’immagine originale, come era al momento dell’ acquisizione.
Le specifiche del formato Tiff (in lingua inglese) si trovano alla seguente pagina:
http://partners.adobe.com/public/developer/tiff/index.html
L’ analisi di un’ immagine radiografica con un software professionale di fotoritocco (es. Photoshop) permette un’ ulteriore ottimizzazione: l’immagine pur essendo visualizzata in bianco e nero a volte e’ memorizzata nel formato RGB. Questo significa che il computer preserva parte della memoria per visualizzare dei colori all’ interno della radiografia. Questa possibilita’ e’ superflua, in quanto per loro natura le immagini digitali acquisite con un sensore radiologico sono costituite da un’ unico colore (il nero) la cui luminosita’ e’ inversamente proporzionale alla capacita’ penetrativa dei raggi x nei tessuti. Aprendo l’immagine e salvandola in scala di grigi si notera’ una sensibile diminuzione dello spazio necessario all’ archiviazione.
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