Wikileaks, la Wikipedia specializzata in “leaks” ha pubblicato oltre 90000 documenti classificati sulla guerra in Afghanistan. Ovvia la reazione del Pentagono che  ‘non e’ interessato’ a trattative con Wikileaks sui documenti classificati sulla guerra in Afghanistan, ciò perchè la diffusione di documenti riservati e’ contro la legge e sono documenti proprieta’ del governo degli Stati uniti (Bryan Whitman, portavoce del Pentagono).

“I love opportunities to demonstrate that one of the biggest differences between us and the other parties is that we positively leap at any and all changes to take real responsibility for changing the world, rather than just commission reports and avoiding blame like the archetypal politician,” Falkvinge.

Dopo il gran “polverone” sollevato dalla circolazione di documenti classificati sulla guerra in Afghanistan, è giunta l’ora per Wikileaks di trovare nuovi partner. Wikileaks ha stretto una partnership con il Partito Pirata Svedese. Rick Falkvinge (Leader del Partito Pirata Svedese) ha firmato un contratto con Assange, il suo partito fornirà server e banda gratuita. I server saranno pronti e funzionali entro un paio di giorni, risiederanno in Svezia.

Screenshot - wiki-pp-agreementE’ la seconda volta che il Partito Pirata Svedese presta soccorso ad un sito web “controverso”. Ricordiamo ciò che ha fatto il Partito Pirata Svedese in Maggio, prestava soccorso a Pirate Bay (noto torrent search engine e torrent tracker) dopo l’ingiunzione tedesca che lasciava il sito, temporaneamente, senza un fornitore di banda Internet.

Vi è qualcuno pronto a dire che la mossa del Partito Pirata Svedese sia dettata, anche, dalle “regole politiche”. TorrentFreak dice che il Partito Pirata Svedese ha perso negli ultimi mesi Appeal perdendo molti dei sostenitori iniziali. L’accordo con Wikileaks dovrebbe ridare slancio al Partito Pirata Svedese accontentando un pò tutti.
L’accordo di Rick Falkvinge con Assange è un’ovvia vittoria anche per Wikileaks che potrebbe fare affidamento entro breve dell’immunità Parlamentare rendendo  quindi, impossibile, l’eliminazione online di contenuti mediante procedimenti legali.

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