Mentre ci si interroga sui numeri che ha fatto Microsoft con le vendite di Windows 7, oltre la manica si consuma un dramma per ogni Consumatore di Beni Digitali, l’Inghilterra ha approvato in fretta e furia la legge Anti Pirateria per iniziare a sorvegliare maggiormente gli utenti Internet e limitare le loro libertà digitali a beneficio dei pochi, l’industria audio e video. Il “matrimonio tra Industria Audio e Video e Governo Inglese” si è “celebrato in fretta e furia” questo Mercoledi’ e ora l’industria del divertimento può contare “su due nuovi sudditi”, sono due infatti i Stati che hanno “modulato” la loro legge adeguandola alle singole richieste dei detentori del Copyright, sono la Francia e Inghilterra.
In Italia si cerca di andare contro “l’equo compenso“, una misura a dir poco medioevale poichè dimentica la presunzione di innocenza ma anche un diritto fondamentale che è la copia privata. L’equo compenso è medioevale anche per l’applicazione, non guarda in “faccia a nessuno” neppure se i supporti servono al solo backup dati. Ma il vero Medioevo è fuori dall’Italia, in una Francia e Inghiterra che sono scese a patti con le Major e per cui ora chi paga sono i cittadini di tasca propria poichè le misure di controllo non sono gratuite, neppure quelle attuate dagli ISP.
Cosa succede
In Inghilterra vengono chiamati in causa gli ISP come sceriffi della Rete. Dietro a ogni singola richiesta dei detentori del Copyright, l’ISP dovrà identificare eventuali trasgressioni dell’utente che si collega a Internet potendolo sanzionare con il “Bandwidth Throttling” (l’ISP rallenta la velocità con cui accediamo a Internet) ma anche sospensione dell’account.
I problemi
In una legge che sembra essere stata scritta dalle major, non sappiamo ancora come verranno identificati i colpevoli ma sappiamo quasi sicuramente ciò che succederà, verrà punita l’ignoranza, chi lascerà le reti WIFI aperte ma anche i singoli fornitori di reti WIFI mentre chi scarica troverà sempre dei modi per “aggirare gli ostacoli”. Sappiamo anche che i costi degli ISP ricadranno sugli utenti che pagheranno di più per utilizzare Internet..
Il pasticcio è fatto
Attendiamo ora i commenti delle varie associazioni pro copyright ma i dubbi rimangono anche in Inghilterra dove in molti si dicono coinvinti che la nuova misura non farà che aumentre la pirateria online. La guerra è comunque persa, hanno vinto le major in Inghilterra che possono generare finalmente milioni di nuovi posti di lavoro, salvaguardare la propria Industria, generare miliardi di sterline di surplus ma anche smetterla di “recapitare ogni mese studi sulle perdite derivanti dalla pirateria”..
La risposta di FIMI
“Gli sviluppi normativi in Francia e Regno Unito dimostrano che gli Stati con un’economia digitale avanzata stanno affrontando seriamente la questione della tutela dei contenuti in rete”, ha commentato Enzo Mazza, Presidente di FIMI ” . Si tratta di norme che, adottate in Italia, insieme al già efficace quadro normativo esistente, ma scarsamente applicato, potrebbero fornire un scudo efficace contro la contraffazione digitale. Questo consentirebbe alla produzione creativa italiana di svilupparsi, purtroppo però il nostro Paese, già indietro nella diffusione della banda larga e delle tecnologie per la diffusione dei contenuti online, senza dotarsi di misure urgenti, rischia di rimanere ai margini dell’ Europa e leader incontrastato dalla pirateria, unica area dove l’Italia eccelle”.
Commenti Finali
Ovvie le considerazioni di FIMI che agisce “partigianamente”, pensando univocamente a ciò che rappresenta. Ricordiamo però che i consumatori Italiani sono di gran numero superiori al numero di artisti rappresentati da FIMI e sono già oggi oggetto di discriminazione attraverso l’equo compenso, una misura di tutela per gli aventi diritto…
Chiediamo a FIMI dal momento che parla d’aver perso in Italia causa la Pirateria oltre 22400 posti di lavoro ma anche 1.4 miliardi di Euro, come sia riuscita a quantizzare le mancate Revenue ma anche dei documenti che attestino ciò che sta dicendo, l’impressione altrimenti è che si tratti come al solito di una guerra di soli numeri…
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