L’equo compenso non è un problema squisitamente Italiano ma anche USA. Matthew Davidson, autore di diversi brani musicali che rilascia come Creative Commons è chiaro quando afferma d’essere obbligato a versare indirettamente all’industria musicale una percentuale quando acquista CD Vergini, su cui registra la propria musica . Questo è l’effetto dell’equo compenso, una “tassa” applicata anche sui supporti vergini sebbebe vengano utilizzati per il backup software oppure nel caso di Matthew Davidson per registrare la propria musica.
Qual’è il problema ? Matthew Davidson nota che YouTube ha iniziato l’auto attribuzione dell’audio nei video, ciò significa che vi è un “Robot” che attribuisce automaticamente il copyright alle Opere. Alla fine del video riprodotto compaiono dei links utili qualora si voglia acquistare la musica che abbiamo sentito nel video. Sfortunatamente per Matthew Davidson, la propria musica è stata attribuita in tutto e per tutto ad altre persone.
Ecco degli esempi:
- pareidolia attribuita a Foetus
- feignroom attribuita a Just Live
- where abundance lies attribuita a Johnny Trash
- coalescence and luxation attribuita a T.I.M.E.
Il Problema creative commons 3.0 attribution
La creative commons 3.0 attribution è chiara, puoi riutilizzare il materiale creato, anche per fini commerciali ma l’unica cosa da fare è attribuire la paternità dell’Opera, specificare ovverosia che l’opera originale è stata composta nel caso specifico da Matthew Davidson. Peccato che ciò non succeda. Matthew Davidson che ha creato professionalmente musica per diversi clienti corporate (Titlest, Mead, Northrup, altri …) si ritrova a verificare su YouTube che non viene corrisposta la paternità delle proprie opere.
Il consiglio
Matthew Davidson invita qualunque musicista a controllare se YouTube attribuisce correttamente il copyright. Inevitabile anche il tono polemico quando si riferisce al governo USA ma anche all’industria dell’intrattenimento, se sia il caso di procedere come fa la RIAA a quantificare i danni a $80,000 per traccia…
Note: La News inserita non è una polemica contro YouTube, è per dire che ogni sistema automatico non è perfetto al 100%.
Da leggere: Youtube’s music attribution robot FAIL
Attenzione ! Abbiamo cambiato dominio !
Prosegui la lettura su Pausa Web !




kersal
Beh, se si fa polemica contro YouTube non si fa peccato!
La causa Mediaset-Google in materia ne è un esempio.
In pratica YouTube guadagna sui video uploadati dagli utenti grazie alla pubblicità messa sulle pagine di visualizzazione, ma non paga per il contenuto di esse. Mediaset (o altre TV) hanno pagato il contenuto (ad esempio uno Show) e guadagnano attraverso la pubblicità che passa su di esso. Sarebbe logicamente corretto che Google pagasse qualcosa per il contenuto, sennò è tale e quale alla pirateria (io vendo senza acquistare).
Il problema è come riuscire a fare una cosa del genere mantenendo sempre un sistema aperto.
Le soluzioni sarebbero 2, entrambe impraticabili:
1. non mettere più pubblicità nelle pagine di YouTube (impensabile per Google che non rientrerebbe più nei costi di gestione)
2. mettere in chiaro chi è colui che Uploada il contenuto in modo che la SIAE possa chiedere a questi il giusto corrispettivo (impensabile per l’utente)