E’ ufficiale, Google ha smesso di censurare google.cn dal 23 Marzo e i contenuti “appaiono in chiaro”, li dove erano censurati appaiono nuovamente e la Cina non se ne sta sicuramente in silenzio. Un quotidiano del Partito Comunista è partito immediatamente all’offensiva, parlando di collusioni tra Google e il Governo USA ma non si tratta dell’unico annuncio diramato dal regime Cinese. Giorni fa, prima dell’addio di Google e del redirect di google.cn a http://www.google.com.hk/ assistavamo ad un ulteriore “teatrino”, quello della Cina che “impartiva” ordini alla Stampa locale d’ andare contro Google.
Il momento dell’addio di Google in Cina giunge in un momento in cui le relazioni tra Cina e USA non sono delle migliori, prima fra tutte il tasso di cambio dello Yuan ma anche i rapporti diplomatici nell’Asia. Google ha già detto di non essere a conoscenza se i propri contenuti saranno accessibili a partire dal 23 Marzo in Cina ma si augura che continuino ad esserlo, per ogni utente Cinese di Internet.
La mossa di Google è il seguito del cyber attacco da loro descritto i primi di Gennaio che aveva come fonte la Cina. Nessuno pensava ad un brusco Alt ma cosi’ è stato, Google ha salutato la Cina e critica quest’oggi anche la presenza di Microsoft, dicendo che la loro mossa è stata inevitabile ma dovrebbe essere accompagnata anche dalle altre società che lavorano nel settore Internet in Cina.
Il co-fondatore di Google Sergey Brin ha rilasciato anche una dichiarazione al The Guardian in cui afferma che gli Stati Uniti debbano assumere un ruolo fondamentale contro la Censura Cinese di Internet. Il co-fondatore di Google afferma che le compagnie in Cina debbano riflettere se stanno fornendo un servizio etico in Cina ma il presentimento è che pochi siano quelli con l’intenzione di seguire i passi di Google, business è business.
Sergey Brin non risparmia critiche neppure a Bill Gates riguardanti la precedente intervista in cui analizzava la situazione Google – Cina. Bill Gates affermava senza fare nomi che una persona intenzionata a fare business deve seguire le leggi di quella determinata Nazione (“You’ve got to decide: do you want to obey the laws of the countries you’re in or not?”). Quest’oggi Sergey risponde dicendo che Microsoft non ha mai avuto Market Share in Cina e eventuali critiche sono solo “un pro forma”, solo per andare contro Google.
Concludiamo ricordando anche l’intervento di Google in “Official Google Enterprise Blog” dove illustrano le metodologie per eludere la censura online come i collegamenti via VPN, SSH oppure via Proxy Server.
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M@nuCr@ck69
Ma non sarà che Google si rifiuta di sottostare alla censura cinese in quanto questo porterebbe a meno siti trovati nel motore di ricerca e di conseguenza a un minore guadagno per Google con i suoi servizi come Adsense e Adwords??? Secondo me si…….alla faccia della libertà individuale di cui si fa portabandiera….