Spotify, la startup europea che si sta facendo conoscere ovunque e di cui ne stanno parlando (finalmente) tutti è un immenso repository di mp3. Ma a differenza dei competitor, non si tratta di mp3 “sparsi” bensi’ organizzati in album ed ascoltabili in sequenza oppure creando la propria playlist. Che dire poi della qualità ? Spotify sta convertendo il proprio immenso archivio in qualità 360 kbps, per la gioia di chi vuole ascoltare musica in streaming ad una qualità che non si discosta da quella di un CD.
Ma come è stato reso possibile il successo di Spotify ? Lo svela il quotidiano IDG (link), i Deal con Sony BMG, Universal Music, Warner Music, EMI e Merlin sono stati resi possibili grazie alla loro entrata come shareholders (azionisti) già agli albori di Spotify prendendosi il 18% della società per 14,000 USD. E ora Spotify vale all’incirca 250 milioni di dollari. Dovranno trovare però un reale modello di business, poichè attualmente solo 100000 persone si sono iscritte al servizio a pagamento e per riuscire a ottenere delle interessanti revenue il numero di iscritti deve aumentare, toccando i milioni.
E l’avventura USA di Spotify ? Dobbiamo attendere ancora un paio di mesi prima che Spotify entri nel mercato USA dopodichè sarà possibile finalmente constatare la loro bontà del servizio e vedere se compariranno dei nuovi piani tariffari, magari scontati visto il potenziale numero di persone che potrebbero iscriversi al servizio.
Concludiamo ricordandovi la recensione di Spotify “Spotify, la rivoluzione nello streaming online ha inizio” e di richiedere, qualora lo vogliate, un invito per usufruire di Spotify, vale solamente nelle nazioni Supportate che sono “Sweden, Norway, Finland, the UK, France and Spain.”. Affrettatevi, sono rimasti solo che un paio di inviti..
Attenzione ! Abbiamo cambiato dominio !
Prosegui la lettura su Pausa Web !



