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Sentenza Vivi Down: Le motivazioni

Il Caso Google – Vividown in cui sono stati chiamati in causa Drummond David Carl, De Los Reyes George, Fleischer Peter Andrew e Desikan Arvind è concluso, sono state pubblicate [...]

logo carcereIl Caso Google – Vividown in cui sono stati chiamati in causa Drummond David Carl, De Los Reyes George, Fleischer Peter Andrew e Desikan Arvind è concluso, sono state pubblicate le motivazioni della Sentenza, un memoriale di oltre 111 pagine. Non si vuole dire in questa occasione se la condanna a Google sia stata giusta o sbagliata, ci limitiamo a riportare i fatti e sono l’aver lasciato il video del ragazzo Autistico su Google Video per mesi prima d’aver proceduto alla sua rimozione, dietro richiesta dalla Polizia Italiana. Se ci sono stati dei sbagli, uno di questi è sicuramente la lentezza nella rimozione del video poichè il video incriminato non avrebbe mai e poi mai dovuto raggiungere la Top 10 dei video maggiormente visti…

LE REAZIONI CONTRO

E’ interessante notare che il NYT ponga enfasi a come l’ambasciatore USA abbia presentato il proprio dissenso, ricordiamo inoltre le accuse alla magistratura Italiana di voler mettere il bavaglio a Internet. Se vi è una cosa che piace al NYT è parlare, le recenti dichiarazioni del Ministro Maroni non fanno presagire alcun bavaglio a Internet ne ora ne in seguito.. (leggi: Smacco a FIMI: in Italia no leggi come Francia e Inghilterra).

LA SENTENZA

La sentenza non pone alcun bavaglio, si limita ad affermare che Google ha violato la privacy Italiana che, ricordiamo al NYT è completamente diversa da quella in vigore negli USA. L’Italia proibisce inoltre l’uso di informazioni personali con l’intento di nuocere o ottenere un profitto, è quanto dice la sentenza. Ovvie le perplessità di molte persone che gestiscono un business online ma Oscar Magi (il giudice della sentenza “Google – Vivi Down”) non ha emesso alcuna sentenza in cui si intima di controllare ogni singolo video online. Portali di VideoSharing come YouTube sono salvi ma è forse l’ora che un eventuale segnalazione di contenuti offensivi venga presa immediatamente in considerazione poichè l’impressione ma non certezza è che i contenuti online vengano vagliati più lentamente rispetto i contenuti dell’industria del divertimento che, qualora violino il copyright, vengono rimossi a tempi di record…

IL TESTO

In basso trovate le motivazioni della Sentenza. Sta a voi giudicare dopo aver letto le motivazioni se Google ha sbagliato o ha ragione ad opporsi, criticando il tutto come un attacco ai principi su cui si basa Internet:

“As we said when the verdict was announced, this conviction attacks the very principles of freedom on which the Internet is built,” “If these principles are swept aside, then the Web as we know it will cease to exist, and many of the economic, social, political and technological benefits it brings could disappear.”

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