Scribd, la nota startup fondata nel 2006 per l’hosting e condivisione di documenti utilizzando lo stesso principio di YouTube (l’utente si collega online, effettua l’upload del proprio documento in qualsiasi formato dopodichè lo “incolla” nel proprio sito web) dimostra finalmente la propria intraprendenza nel monetizzare i 3 anni di lavoro. TechCrunch informa che Scribd ha annunciato la collaborazione con un gran numero di publishers, sono Random House, Simon & Schuster, Workman Publishing Co., Berrett-Koehler, Thomas Nelson e Manning Publications che offrono gratuitamente parte del proprio catalogo. I Publishers stanno mettendo a disposizione romanzi – racconti completi oppure contenuti parziali.
I contenuti parziali non sono una novità. Google offre da lungo tempo dei contenuti parziali (ma anche full) dei pdf in hosting presso i loro server.Chiunque voglia prendere in esame qualche esempio deve collegarsi su http://books.google.it/. Ulteriori aziende – corporation che stanno spostandosi online oppure sono già online offrendo contenuti parziali sono Amazon. In entrambi i casi non stiamo parlando di una vera rivoluzione, si tratta di “contenuti asettici” che non possono essere prelevati online e “incollati” all’interno di siti web o blog. Poco oppure nessun spazio viene lasciato invece per i commenti. Con Scribd la situazione è diversa, chiunque accede al portale e preleva dei contenuti oppure procede spontaneamente al loro upload ricordandosi ovviamente degli eventuali copyright e licenze di pubblicazione.

Gli autori dei libri stanno incominciando a conoscere e apprezzare Scribd specie ora che vi sono dei risultati tangibili. Ogni mese si collegano su Scribd oltre 50 milioni di utenti, una quantità che posiziona il portale alla “stregua di uno YouTube dei libri”. Vedere inoltre degli scrittori che adottano pubblicamente la piattaforma è positivo, vuol dire che funziona e fornisce dei risultati concreti in termini proprietari. E il copyright ? Scribd è più attento di quanto si pensi alla parola copyright, il sistema è migliorato e funziona come YouTube analizzando i documenti pubblicati online ma anche effettuando anche dei “controlli incrociati in via automatica”.
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