Stiamo assistendo ad una “mini rivoluzione”. La minaccia di nuovi regolamenti per la privacy ha indotto gli inserzionisti Web a fornire ai consumatori un maggiore controllo sul modo in cui le loro informazioni personali vengono raccolte e utilizzate online. Nella prossime settimane, un gruppo di pubblicitari, media e gruppi vari annunceranno nuove linee guida per i siti Web per tutelare i consumatori online. Tale soluzione consisterà in un icona sulle pagine web o ads che informerà i consumatori di come vengono raccolti i propri dati personali. Cliccando tali icone si potrà accedere ad informazioni sulle attività del singolo sito Internet, su come vengono archiviate le informazioni dei visitatori ma anche le compagnie che utilizzeranno tali dati (si presuppone ip address).
La mossa non è Europea, coinvolge per ora i soli U.S e organizzazioni come la American Association of Advertising Agencies, Association of National Advertisers, Direct Marketing Association e la Interactive Advertising Bureau. Il gruppo che racchiude i precedenti BIG del settore ha steso delle prime linee guida lo scorso febbraio visto il rinnovato interesse online del governo federale. Il Congresso U.S sta elaborando inoltre una nuova normativa che consentirebbe ulteriore controllo ai consumatori sull’uso di tali dati.
Se l’Unione Europea detta le regole sulla Privacy ai Social Network, gli U.S non se ne stanno sicuramente a guardare da lontano, anzi, lo sforzo sembra essere superiore come dimostra l’affermazione di Mike Zaneis, vice presidente di Interactive Advertising:
“Congress has industry’s attention at a level that it has never had before. The industry understands that there is a legislative threat out there right now.”
I Regolatori di Oltre Oceano sono interessati per la maggiore alla tecnica pubblicitaria chiamata “behavioral targeting” dove le compagnie tracciano le attività dei consumatori come ad esempio le attività online, ricerche, siti web visitati e prodotti che acquistano online. Gli esperti di marketing utilizzano successivamente tali info per presentare pubblicità basata sugli interessi degli utenti.
Ma ci sono anche numerose voci che criticano tali decisioni, ciò perchè si andrebbe contro gli interessi degli advertiser e publisher. Tale tipo di pubblicità altamente mirata porta a maggiori introiti sia a livello di chi la “ospita” ma anche di chi la paga. Sono in molti quelli a voler invece un altro tipo di regolamentazione, avvertire meglio i navigatori quando entrano in un sito web del tipo di tracciamento che viene fatto delle loro info.
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