Melissa Ferrington e Cheryl Schmidt (California) hanno citato questa settimana in giudizio la compagnia McAfee con l’accusa di pratiche commerciali ingannevoli. L’accusa che viene mossa a McAfee è indurre gli acquirenti di una sottoscrizione all’AntiVirus McAfee all’acquisto di una sottoscrizione di terze parti, senza avvisare l’utente che sta procedendo all’acquisto di un servizio, diverso da quello richiesto. Ulteriore accusa rivolta a McAfee è aver fornito i dettagli delle proprie carte di credito all’azienda presso cui è stato attivato il servizio, senza alcun consenso dell’acquirente.
Non è la prima volta che troviamo McAfee messa sotto accusa dai propri utenti. Ricordiamo la precedente causa che era stata intentata contro McAfee per il rinnovo automatico degli abbonamenti senza per questo aver fornito ai consumatori un avviso prima di procedere al rinnova abbonamento. Ulteriore causa che venne intentata contro il noto McAfee era contro le sottoscrizioni trial trasformate in abbonamenti ad insaputa degli utenti.
Le Accuse
Le accuse vengono mosse poichè un popup sul sito di McAfee ringrazia l’utente ad acquisto effettuato invitandolo a provare un altro software. Il popup in questione non spiega che andando a cliccare sopra di esso l’utente effettuerà automaticamente un abbonamento ad un nuovo servizio, senza averlo mai richiesto. Il popup in questione è della Arpu che cita McAfee sul proprio sito Web come partner.

Le persone che hanno citato in causa McAfee hanno sottoscritto senza averlo mai richiesto un abbonamento a “PerfectDisk Live online disk defragmentation service”. McAfee si limita ad un No Comment senza ancora fornire risposte alla “spinosa vicenda”. I documenti della causa sono disponibili in basso, vista la natura della stessa è possibile che si trasformi in una class action.
Attenzione ! Abbiamo cambiato dominio !
Prosegui la lettura su Pausa Web !



