Talvolta si invertono le parti, la Cina, capoluogo della Censura WorldWide accusa Google di censura.
Si, è vero, la morsa della Censura Cinese si è allentata negli ultimi anni. Aumentano le persone impreparate, aumentano i buchi motivo per cui, qualora un sito è bannato, si può cercare, con molta pazienza, d’aggirare tale ostacolo mediante Proxi Server. Ma i casi eclatanti rimangono e la censura Cinese non è di certo sparita.
E’ strano e a dir poco unico leggere quindi l’articolo di People Daily in cui apprendiamo che la Cina accusa Google di Censura.
Il principale quotidiano del Partito comunista cinese ha accusato Google di tenere le persone distanti dal proprio sito web dopo esser stata chiamata in causa per una controversia sul diritto d’autore. Un gruppo Cinese ha denunciato Google poichè il suo progetto “Google Libri” viola il diritto d’autore. Non sono parole nuove, è quanto sta succedendo anche in Europa sebbene i toni siano assai minori eccezion fatta per la Francia dove sono già arrivati a discutere il caso Google Libri in Corte.
Per 3 giorni gli esiti delle ricerche su Google nella sezione Libri avevano un unico output, avvisavano gli utenti che il sito poteva contenere software dannoso. Le discussioni vertono sul fatto che le ricerche Cinesi mediante il motore di ricerca Baidu non fornivano tale risultato e avvertimento.
Ecco piovere quindi accuse, che Google abbia intenzionalmente bloccato l’accesso a Google Libri in Cina e che il blocco fosse stato applicato in seguito alle controversie in Cina su Google Libri. Google si è affrettato comunque a rispondere dicendo che le accuse non sono corrette Cui Jin (portavoce Google Cina) riferiva a AP che tale avvertimento veniva generato automaticamente da un loro software interno, senza alcun intervento umano.
La disputa in Cina è ancora una volta sul Copyright e Google Libri. Il gruppo “China Written Works Copyright Society” ha chiamato la scorsa settimana in causa Google per negoziare un risarcimento agli autori Cinese. Google ha fatto sapere che esiste già in atto un azione collettiva in America per raggiungere tale scopo e ha invitato tale gruppo ad aggregarsi alle diverse parti lese al fine di raggiungere un accordo.
Non si tratta comunque dell’unico problema di Google in Cina, mesi fa segnalavamo il crackdown sulle ricerche che davano come risultato contenuti per adulti.
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