ScribdScribd lo stiamo definendo da anni lo YouTube dei libri, finalmente il portale sta ricevendo la giusta pubblicità. Dopo un articolo alquanto inaccurato del Times, è apparsa su più quotidiani Esteri e Nazionali la notizia che si trovavano delle copie di Harry Potter su Scribd. I sensazionalismi si sono diffusi a macchia d’olio addirittura in Italia dove una nota testata giornalistica ha pubblicato nella versione online la frase “Un sito pubblica migliaia di titoli di ogni genere e offre la possibilità di usufruirne gratuitamente. Una sorta di pirateria delle pagine. Che però non piace a scrittori e editori”.

E’ ovvio affermare che un quotidiano online Italiano non possa essere specializzato nelle notizie a 360°, le frasi citate a onor di cronaca dimostrano il pressapochismo con cui è stata trattata la vicenda. Scribd è un portale che, al pari di YouTube si basa su una community. La community che altro non sono le persone effettuano una cosa, l’upload di documenti in formato digitale su Scribd che possono esser successivamente scaricati o condivisi come già avviene con YouTube sul proprio sito web. Il problema di tali servizi è che ogni tanto il fair use si trasforma in upload “indiscriminato”, peccato che non sia il caso di Scribd. Scribd è sempre stato un portale attento alla Pirateria (Digital Millennium Copyright Act), hanno un buon sistema in grado di rilevare documenti che sono ricoperti da Copyright, rispondono oltretutto entro 24h a qualsiasi infrazione del copyright con la rimozione del materiale uploadato. Ecco smontata l’affermazione “Una sorta di pirateria delle pagine.” Ricordiamo inoltre che Scribd non pubblica niente, sono gli utenti che effettuano l’upload dei loro documenti e li condividono mediante Scribd.

Seconda affermazione incauta, sono in molti ad aver detto che la Rowling (scrittrice, autore di Harry Potter) abbia intentato causa a Scribd, tali affermazioni non si sposano con la verità. L’articolo “Whatever happened to Fact Checking?” proveniente dal Blog di Scribd precisa in data 31Marzo ciiò che abbiamo appena descritto di Scribd, affermano inoltre di non aver ricevuto alcuna ingiunzione dalla Rowling e dalla sua Casa Editrice.

Terza affermazione incauta, Repubblica pubblica online l’affermazione che Scribd non paga alcun diritto d’autore alle opere che offre in visione. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad affermazioni ma non a fatti. Pubblicavamo in data 18 Marzo 2009 la Notizia “Gli editori aprono le porte a Scribd“, il consiglio è leggere l’articolo e ritornare a leggere quanto hanno pubblicato su Repubblica ma anche altri giornali online, Scribd paga gli Editori e collabora già attivamente con Random House, Simon & Schuster, Workman Publishing Co., Berrett-Koehler, Thomas Nelson e Manning Publications che offrono gratuitamente parte del proprio catalogo presso Scribd. E’ alquanto arduo pensare che tutti gli Editori precedentemente citati pubblichino qualcosa in partnership con Scribd  se si trattasse di una piattaforma online che alimenta la Pirateria, ecco sfatata l’affermazione “il sito non paga alcun diritto d’autore alle opere che offre in visione. ” (fonte dell’affermazione: Repubblica – Enrico Franceschini)

La verità – Scribd sta ringraziando quella stampa Italiana ed Estera che, dopo l’articolo inaccurato del Times ha riportato dei fatti senza preoccuparsi d’ analizzarli. Scribd si è guadagnato in un paio di giorni una copertura mediatica senza precedenti, il tutto senza pagare pubblicità e guadagnando ulteriori utenti.

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