La RIAA (acronimo di Recording Industry Association of America) ha annunciato questa settimana che non procederà più a citare in giudizio chi scaricare illegalmente musica da Internet. La RIAA ha pianificato una nuova strategia che attraverso la collaborazione con gli Internet Service Provider (ISP) dovrebbe eliminare o quantomeno ridurre drasticamente la pirateria. Il nuovo approccio che vede la collaborazione dei maggiori ISPs consiste nell’inviare loro una email quando sospettano che un acquirente di un ISP immetta illegalmente musica in Internet e proceda successivamente allo sharing.
In base al tipo di accordo, l’ISP procederà successivamente all’inoltro della mail al cliente oppure ad un alerting dicendo che (sembra) sta scaricando illegalmente musica da Internet e ciò costituisce un reato. Qualora l’utente persista nelle azioni illegali riceverà ulteriori email dopodichè cominceranno a ‘tagliarli banda’ ed infine il collegamento ad Internet.
La RIAA è pronta ad affermare che questa tipologia di accordi è già stata portata a termine con degli ISP, ri rifiutano però di commentare chi siano. Tale decisione rappresenta un brusco cambio di strategia dell’industria musicale che si trova ad avere cause contro più di 35000 persone dal 2003. I critici dicono che l’offensiva della RIA abbia bassi margini di riuscita non riuscendo a fermare il download della musica illegale.
Riusciranno nell’intento oppure si tratta dell’ennesima campagna della RIA destinata a fallire ? La prima cosa da dire è che il cambio di strategia potrebbe risollevare le sorti della RIA sotto gli occhi dell’opinione pubblica, è risaputo che ci siano stati dei processi contro madri single, bambini di 13 anni e addirittura una persona morta. Analizzando il cambio della strategia della RIA sotto l’aspetto Privacy ci potrebbero essere maggiori chance di una vittoria, inviando una email agli ISP la RIAA non viene a conoscenza degli utenti che stanno scaricando materiale illegale quindi rispetta la privacy. Le persone che indagano gli utenti sono gli ISP ed è ora di chiedersi se siano veramente intenzionati a “addossarsi” questa responsabilità. La RIAA sta relegando a terzi il controllo degli utenti, bisogna vedere se ‘questo terzi’ se la sentano di monitorare attivamente i propri utenti, effettuare del bandwidth throttling o chiudere del tutto un contratto…
Attenzione ! Abbiamo cambiato dominio !
Prosegui la lettura su Pausa Web !



