La Francia ci ripensa e non intende adottare affatto le leggi Draconiane sul p2p. Il Presidente Francese  Nicolas Sarkozy ed i suoi piani di crack down dovranno attendere, le leggi Draconiane sul p2p non “andranno in porto come sperato”. L’assemblea Nazionale Francese ha rifiutato questo martedi’ la proposta di “regolarizzazione del p2p”, quelle “poche righe” che garantirebbero l’attuazione dei “3 schiaffi”, eventuali downloaders colti “con le mani nel sacco” si vedrebbero privare dopo x violazioni la connessione a Internet.

pirata

Il progetto di legge Francese è stato respinto con alzata di mano, le prime reazioni sono state “It’s a victory for the citizens and the civil liberties over the corporate interests,” (Jeremie Zimmermann, direttore di La Quadrature du Net – Gruppo di Avvocati che si battono anche per questioni di privacy su Internet). Jeremie Zimmermann ha aggiunto “è un brutto colpo per  la politica di Albanel e Sarkozy (Christine Albanel, ministro della cultura Francese).

I piani di Sarkozy  sarebbero stati quelli di consentire all’industria dei film ma anche a quella musicale il controllo dei downloads incriminati da Internet, l’analisi dei singoli download effettuati dagli utenti qualora sussistano delle ipotesi che i download siano di materiale coperto da Copyright. E’ ovvio dire che tale stratagemma non è la soluzione al dilagare della pirateria, l’attuazione di tali leggi avrebbero significato limitare le libertà individuali e porre ogni singola persona che si collega ad Internet in una condizione simile alla Cina che non brilla di certo per Democrazia, dove lo Stato può sapere ed intervenire in ogni momento e dice i siti che possiamo o non possiamo navigare (censura).

L’Italia non è meno attiva della Francia, troviamo i numerosi interventi e proposte (di Gabriella Carlucci e e Luca Barbareschi) che vorrebbero di fatto applicare una soluzione simile a quella proposta dalla Francia, di “regolarizzazione di Internet”. Il problema che affrontiamo in Italia è diverso, i politici che stanno al Governo come la Gabriella Carlucci e e Luca Barbareschi sono palesemente ignoranti in materia Informatica. L’Onorevole Carlucci ha una laurea in lingue e letterature straniere e la seconda in storia dell’arte, peggio per Barbareschi che ha raggiunto la sola Maturità Scientifica. Pensare che in Italia il futuro di Internet sia in mano a persone come Barbareschi e la Carlucci è pazzesco, dimostra che la politica è sempre meno attenta alle conoscenze specifiche in materia e che, apparentemente, ogni persona sarebbe in grado di prendere decisioni, migliori sicuramente della Carlucci e Barbareschi messi assieme.

La verità viene sempre a galla, apprendiamo tramite Webmasterpoint che l’estrema ignoranza in materia della Carlucci e Barbareschi era fondata e ne sono consci, non per niente hanno fatto affidamento a “Davide Rossi, presidente della UNIVIDEO (Unione Italiana Editoria Audiovisiva), l’associazione che rappresenta il settore dell’home entertainment in Italia e che raggruppa le principali aziende attive dell’industria dell’audiovisivo.” (estratto da Webmasterpoint) per la stesura del DDL intitolato «Internet territorio della libertà, dei diritti e dei doveri» pubblicato sul sito dell’Onorevole Carlucci. La pubblicazione del DDL intitolato «Internet territorio della libertà, dei diritti e dei doveri» per mano di Davide Rossi (bastava andare in proprietà del file DOC, il SW Word era intestato a Davide Rossi) presidente della UNIVIDEO pone un problema serio, l’ignoranza dei politici in Informatica e le troppe apparenti “collusioni” con l’industria musicale e video..

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