JangoIl calo delle vendite dei CD è stato dimostrato ampiamente che non è strettamente collegato al fenomeno del filesharing. Se in molti si danno da fare per portare motori di ricerca torrents in tribunale, ci sono label e artisti in cerca di un modo alternativo per compensare l’abbassamento delle rendite dei CD. Molti artisti e label guardano altrove per generare revenue licenziando canzoni alle radio online, fornendo le canzoni come downloads sponsorizzati  oppure procedendo semplicemente all’acquisto di spazi commerciali online. La ricerca di un prodotto online è però differente dalle ricerche musicali e le radio online o online jukebox sembrano essere ancora estranei dalla logica della commercializzazione ads che gà avviene con le ricerche standard. L’articolo del Los Angeles Time pone giustamente l’accento che una ricerca avente ad esempio come oggetto “durata gomme fiat” riveli delle intenzione di acquisto, lo stesso non si può dire se intendiamo ascoltare i Guns N Roses, Def Leppard, Madonna o qualsiasi altro cantante su una Radio Online.

Daniel Kaufman, CEO di Jango sta cercando di tracciare il legame tra i gusti musicali e le intenzioni di acquisto. Sappiamo già che la startup Jango opera nel settore della Social Music offrendo un servizio che si pone a metà fra il classico Pandora e LastFM, fornisce inoltre dei radio feeds e contenuti correati a oltre 1,000 siti musicali inclusi quelli specializzati in Guitar Tabs. Jango sta cercando di differenziarsi sviluppando un proprio database di associazioni tra prodotti e artisti. Lo scopo è fornire agli advertisers i prodotti che performano meglio con un determinato artista. La scelta di Jango sembra essere però più facile di quanto si pensi:

[..] Most of the pages on Jango are associated with an artist. The same is true for its partners. Now imagine running an ad for a Dodge truck on every artist’s page for a week. “At the end of the week, you simply rank-order the click-through rate of all the artists.” Voila, you’ve learned that the pages related to a certain subset of artists generate a much higher click-through rate for the truck ad than the average artist’s page does — 273% higher, according to Jango. Others may not skew as strongly as the Dodge truck; for instance, with Armani Exchange ads, the associated subset of artists had click-through rates only 82% higher; for Gevalia Coffee, the difference was 147%. And some items — e.g., mobile phone services — won’t show much of an association with any type of music. But most do, Kaufman said, adding, “For many, many products, music is a good proxy for psychographics.[..]“

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