
Il Bandwidth throttling è un metodo con cui gli ISP riducono la quantità di banda se rilevano delle attività di filesharing indifferente stessimo utilizzando strumenti come eMule o Bittorrent. La legislazione Italiana è ancora vaga sull’argomento e, se da una parte ciò potrebbe essere lecito per un ISP, dall’altra sarebe giusto fornire ai consumatori un whitepapaper ancor prima di procedere all’effettivo acquisto di una linea ADSL con cui veniamo a conoscenza della qualità del servizio e gli eventuali limiti.
In Italia siamo indietro per trasparenza, costo della connessione a Internet (UMTS compreso) ma esiste anche chi “se la passa peggio“, la Commissione Canadese per le Telecomunicazioni Radio e Televisive decideva l’anno scorso d’effettuare “indscriminatamente” il throttling durante le 16.30 – 02. Ora sono andati ben oltre e la collaborazione degli ISP è arrivata all’analisi accurata dei pacchetti dati. Grazie al lavoro di Christopher Parsons (laureando presso l’Università di Victoria) che ha messo assieme i document inviati al CRTC possiamo ora comparare i vari ISP capendo chi effettua del Deep Packed Inspection per il throttling del traffico Internet. Ecco la “Black List”:
- Bell Canada: Yes, with a vengeance, but only P2P between 4:30pm and 2am
- Cogeco Cable: Yes
- MTS Allstream: No
- Rogers Cable: Confidential (quasi sicuramente)
- Saskatchewan Telecom: No
- Primus Telecom: No
- Shaw: Yes
- Barrett Xplore: Yes, and also prioritizes VoIP
- TELUS: No
- Bragg: Confidential
Questi dati non sono ufficiali poichè quando si parla di divulgare tali informazioni, quasi tutti gli ISP cercano di non andare a fornire documenti pubblici. Chi pratica il throttling vorrebbe anche un lento cambiamento che porterebbe ad una navigazione a consumo oppure una navigazine ibrida con un profilo tariffario a consumo – throttling. L’articolo di Ars Technica ricorda che Shaw ometteva d’andare a notificare i propri clienti dei cambiamenti al network, stessa cosa per Rogers che dimenticava d’andare a notificare di tali pratiche proattivamente i propri acquirenti. Cogeco non fornisce alcuna informazione sulle metodologie applicate poichè a parer loro significherebbe mettere a disposizione dei bad guys i metodi per “aggirare il sistema”, esistono infine società che inseriscono tali dettagli all’interno di documenti legali. Bell Canada è una delle poche società a fornire delle FAQ ma adaver creato anche un sistema di report dei problemi che si incontrano sul loro sistema di throttling. Il vero problema è però la trasparenza, troppe informazioni sono inserite come “confidential” e disponibili solo allo staff CRTC (Canada’s Radio-television and Telecommunications Commission )..
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