Dopo l’inaspettata conclusione del processo a Pirate Bay e il verdetto di colpevolezza, migliaia se non milioni di persone sono rimaste scioccate. Pirate Bay non ha mai ospitato alcun file pirata e in molti sono quelli pronti a dire che altro non si tratta di un motore di ricerca. La conclusione del processo a Pirate Bay ha suscitato anche un ondata emotiva ma sopratutto panico, per molti trackers “privati” che, di fronte alla minaccia del carcere e ingenti spese processuali, hanno optato per una chiusura del servizio.

L’IFPI ha gridato vittoria troppo presto, ogni Stato permette di ricorrere in appello e, forse ma ancor più sicuramente, il verdetto potrà essere capovolto, ne riparleremo però fra un anno.

Grazie a TorrentFreak veniamo  conoscenza che l’IFPI si è resa questa volta più astuta, invece d’andare a “portare” i casi in Tribunale, sta scegliendo la strada di portare al shut down dei siti torrent mediante il coinvolgimento degli hosting providers, sta cominciando infatti a inviare richieste di take down. Uno dei providers che ha ricevuto “il richiamo all’ordine” di IFPI è DCP Networks, che noleggia i server a TorrentBytes, uno dei più grandi BitTorrent trackers.

Dns.se è il sito che ha dedicato un approfondimento al caso TorrentBytes, spiega che il loro hosting provider ha ricevuto una richiesta di shutdown del motore di ricerca torrent entro e non oltre il 15 maggio, pena altrimenti azioni legali da parte di IFPI verso l’hosting provider.

Il tentativo in atto è quello di ampliare il concetto di favoreggiamento, dicendo in sintesi che il padrone di casa (in questo caso l’hosting provider) è colpevole delle azioni che vengono commesse dagli inquilini (il sito). Il caso è la conseguenza di ciò che è successo a Pirate Bay e la lettura delle conclusioni del processo, è gusto aggiungere però che Pirate Bay ha ancora davanti il giudice di appello e eventualmente la corte di suprema per vedere riconosciuti i propri diritti.

TorrentBytes (che era offline) è nuovamente online, l’hosting provider potrebbe non avere ancora “recepito” le direttive di IFPI ma le circostanze sono sfavorevoli, ancor più per la moltitudine di persone (la maggior parte) che utilizza i motori di ricerca torrent rispettando Copyright e il diritto d’autore.

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