Google Street View ha raccolto i dati della posizione di milioni di computer portatili, telefoni cellulari e altri dispositivi Wi-Fi in tutto il mondo, una pratica che solleva ancora una volta problemi di privacy.
Nuovo scoop di Cnet. Le auto di Google Street View hanno raccolto la posizione di milioni di computer portatili, telefoni cellulari e altri dispositivi Wi-Fi in tutto il mondo, una pratica che solleva problemi di privacy. Le vetture avrebbero dovuto raccogliere le posizioni dei Wi-Fi access point. Ma Google ha registrato anche il MAC Address e gli identificatori univoci dei computer e altri dispositivi che utilizzano le reti wireless mettendoli a disposizione del “pubblico” fino a qualche settimana fa. L’autorità francese per la protezione dei dati, nota come Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés (CNIL) ha contattato CNET dicendo che la sua inchiesta ha confermato ciò che è stato commesso da Street View, la raccolta degli ID.
Questa conferma solleva, ancora una volta, preoccupazioni sulla privacy che si pensava appartenessero al passato. Apple è stata criticata nel mese di Aprile per aver registrato i dati della locazione degli iPhone ed è stata costretta a rilasciare un aggiornamento. Ma non è chiaro se il database di Google include anche gli hardware ID degli Access Point (MAC Address), accessibili tramite un’interfaccia web.
Ufficialmente, le auto di Google usate per Street View prendono nota solo della posizione degli Hotspot e router. Tuttavia, l’articolo afferma che le vetture hanno preso la posizione di altri prodotti Wi-Fi abilitati. Infatti, fino a poche settimane fa, Google ha reso le informazioni disponibili pubblicamente sul suo sito web. L’articolo dice anche che il governo francese ha già multato Google 100.000 euro per aver ottenuto l’ID univoco dei dispositivi WiFi.
Questa nuova situazione è simile alla situazione in cui si è trovata Apple pochi mesi fa quando è stato rivelato che la società tracciava e memorizzava la posizione degli utenti dei suoi iPhone. Apple ha rilasciato in seguito un aggiornamento software che ha disabilitato questa funzione, ma il danno era fatto. E i legislatori hanno cercato da allora di rendere i produttori di telefonia e operatori wireless maggiormente responsabili sulle informazioni che vengono utilizzate dai dispositivi.
Allarmismi ingiustificati o operazione evil a cui seguirà una risposta del legislatore ?
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