Google ha iniziato la monetizzazione di Google Maps in Australia, vuole convertire il traffico in revenue. Se l’esperimento di Google andrà a buon fine, è presumibile l’estensione dell’esperimento worldwide, anche per Google Maps Italia.
Quest’oggi scopriamo che Google ha dato inizio alla monetizzazione di Google Maps Australia. Google Maps è il servizio di Google per visualizzare mappe stradali ed orientarci, il servizio è complementare a Google Street View.
Sono apparsi in Australia i loghi di Bankwest, JB Hifi, LJ Hooker, NAB e Chemist Warehouse quando l’utente utilizza il Zoom. Ma non si tratta del solito modello di advertising di Google, dove l’utente effettua un “BID” per certe Keywords, è casomai un rollback ad una forma di advertising tradizionale, dove la compagnia o servizio online che vuole essere reclamizzato pagherà ogni volta che un utente visualizza il logo reclamizzato.
La difficoltà maggiore di Google è quella di sempre, la rilevanza della pubblicità ed è per questo che visualizzerà gli ADS in base alle ricerche degli utenti, link e entry correlate in Wikipedia ma non è tutto, rimane l’ingrediente segreto di Google a “completare” il Cocktail. Google ha iniziato anche in Italia ad accogliere gli inserzionisti, visitando questo indirizzo accederete ad un form di iscrizione per gli inserzionisti Italiani.
Sembra che la quantità di informazioni visualizzabili rimarranno le stesse, rispetto ad un “entry” non pagante, la differenza è la presenza o meno del logo Societario, che dovrebbe suscitare a parere di Google maggior interesse all’utente in cerca di informazioni su Google Maps. Ecco cosa ha detto Matthew Lesk (Google Maps) ‘‘We always have to think about the user experience first. The goal [of the service] is to let them [users] know that there is a business of interest there for them to use.’’
Non sono stati rivelati dettagli sui costi pubblicitari ma Matthew Lesk (Google Maps) ha esclamato “‘‘It’s about the value of that customer to that business’’ . Insomma, è in arrivo una nuova revenue per Google che lo pone sempre meno dipendente dai publisher Adsense.
