logo fimiFimi, la Federazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende discografiche italiane, ha accolto con favore il recente Decreto annunciato dal Ministro Sandro Bondi che ha aggiornato i compensi per copia privata. “L’Italia si adegua all’evoluzione tecnologica che, come noto, consente oggi un sempre più ampio consumo di musica con apparecchiature sempre più sofisticate e strumenti di archiviazione sempre più potenti” ha commentato il Presidente di FIMI, Enzo Mazza.

Ovvia la soddisfazione di Enzo Mazza che tutela gli interessi della FIMI, minore la soddisfazione per i consumatori. Aumentano i compensi per la copia privata, aumentano di conseguenza i rincari che peseranno sui consumatori quando compreranno un PC, un riproduttore multimediale, un semplice registratore oppure un qualsiasi apparecchio TV in grado di registrare le trasmissioni televisive.

I già alti compensi per categoria del precedente decreto vengono ulterioremente ritoccati visti i nuovi supporti in commercio. Rientrano nella categoria anche i consumatori che compreranno un PC,  il compenso per la copia privata ammonta a 2.4€ qualora il PC abbia un masterizzatore altrimenti il compenso fisso, qualora il PC non abbia un masterizzatore, ammonta a 1.9€.

L’italia non si adegua affatto all’evoluzione tecnologica, sono già in molti a dire un NO ai nuovi ritocchi del governo, soffocano l’innovazione e rasentano a detta di molti il ridicolo. Un “tributo” ad esempio di 2€ quando si compra un Netbook è quanto di più inopportuno possa esistere. I netbook sono “mini PC” per lavorare, non di certo per ascoltare musica o guardare video.

Il tavolo tecnico del governo (“possono partecipare, oltre alle pubbliche amministrazioni anche le associazioni di categoria maggiormente rappresentative dei diritti e dei produttori di apparecchi e supporti nonchè la SIAE”) non prende affatto in considerazione i rappresentanti dei consumatori, dimenticandosi che, senza c0nsumatori, non esiste alcun industria musicale o video.

Inevitabili le polemiche che si porta appresso il nuovo decreto. Tra i tanti dubbi vi è il contributo sui CD, DVD, HD-DVD e Blue-Ray. Il governo dimentica che, tali supporti vengono utilizzati anche come backup dei dati all’interno di un PC.

Per maggiori info: Il Nuovo Decreto (PDF)

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