E’ ancora tempo di cambiamenti per Facebook che, dall’alto dei suoi oltre 400 milioni di utenti, annuncia l’apertura di nuovi uffici in Austin Texas ma anche in India a Hyderabad. Entrambi gli uffici sono stati creati con il preciso scopo di servire al meglio gli utenti ma anche eventuali advertiser e developers. Dal breve comunicato di Facebook non scopriamo solamente l’apertura dei nuovi uffici ma anche un ulteriore accelerazione degli utenti non USA che costituiscono quest’oggi il 70% degli utenti Facebook. Anche in INDIA si registra un brusco aumento di utenti Facebook, un numero che si attesta quest’oggi sugli 8 milioni di utenti.
Novità Facebook anche sul fronte data retention. Facebook è sempre stato restio a concedere ampi periodi di conservazione dati utente per gli advertiser, fino ad oggi il tempo massimo era 24 ore. Si è trattato fino ad oggi di un ottimo risultato per Facebook poichè, search engines ma anche altri servizi online hanno un periodo di data retention di gran lunga superiore alle 24h. BING , il motore di ricerca Microsoft è in prima fila, offre il minor periodo di data retention ma anche al termine di tale periodo la cancellazione di qualsiasi dato. Stando a quanto pubblicato da TechCruch, la data retention di Facebook aumenterà, a vantaggio di inserzionisti e advertisers ma non degli utenti, superando di gran lunga le 24 ore.
Le considerazioni su un aumento dei tempi di data retention vengono effettuate a fronte dello scambio di “opinioni” via Twitter tra Eric Marcoullier. Co-founder e CEO di Gnip Inc (bio) e Monica Keller, ex MySpace Group Architect passato ora a Facebook.
Il problema di qualsiasi developer sembra essere stato fino ad oggi il continuo ping e sync con i server di Facebook, per ottenere i dati utente o effettuare ad esempio un refresh. La novità potrebbe rivoluzionare l’approccio a Facebook (più di qualche developer ha bollato le restrizioni di Facebook come inefficienti), spingendo nuovi developers ad “‘abbracciare il Social Network”. Si tratta però di supposizioni poichè vi è da attendere come sempre il responso degli utenti, restii come sempre ma anche come ovvio a cambiamenti che possano modificare la già “scarsa non privacy offerta da Facebook“..
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