Benvenuti nel mondo delle royalties della musica e delle “sussidiarie” che si occupano di raccogliere soldi, le “SIAE” internazionali. Il mondo della musica è assai variegato, un video o canzone non è di proprietà del solo artista ma di più entità, a queste bisogna aggiungere anche le società che, come la Siae chiedono soldi per il diritto di sfruttamento.
YouTube continua ad essere un servizio di cui si parla quasi giornalmente, è il più grande portale di Video Sharing generando un traffico enorme, milioni sono infatte le persone che si collegano giornalmente (worldwide). Che dire inoltre delle ore di video che vengono uploadati online quasi ogni minuto ?
Ma YouTube continua ad essere spesso in causa con i produttori di contenuti o più esattamente con “le società di riscossione”. Ascap che è la “American Society of Composers, Authors and Publishers” è “fresca di vittoria” contro YouTube.
Qual’è il lavoro di ASCAP ? ASCAP è una organizzazione no-profit che protegge i diritti d’autore musicali dei propri membri attraverso un monitoraggio delle esecuzioni pubbliche delle loro composizioni, siano esse via radio o concerti dal vivo, e ottenendone l’eventuale risarcimento. ASCAP raccoglie i pagamenti dagli utilizzatori della musica creata dai propri membri, quindi li ridistribuisce ai propri associati sotto forma di diritti d’autore (royalties) (BMI-Broadcast Music Incorporated utilizza un metodo analogo per i propri associati). (Wikipedia)
Ma ASCAP esclude i contesti come YouTube quando i video vengono inseriti all’interno di siti web o blog. Assumendo che il proprio sito sia puramente commerciale (dipende da come lo interpreta Ascap) possiamo ricevere una lettera come quella inviata a Jason Calacanis per i video inseriti da YouTube all’intero di Mahalo (a “human-powered search engine” – http://www.mahalo.com/).
ASCAP does not offer licenses to – or require licenses from – those who simply make their personal blogs available on purely noncommercial Web sites. Mahalo.com is a larger venture than simply a personal blog, and therefore ASCAP is engaged in discussions with Mr. Calacanis concerning the use of ASCAP members’ music on the site.
Ma Jason Calacanis non è l’unico ad aver ricevuto queste lettere, sono già in molti ad aver avuto lo stesso “trattamento”. YouTube deve invece risarcire in ogni cas ASCAP di 1.4 milioni di dollari per il periodo fra il 2005 e 2008 oltre a nuovi 1.61 milioni di dollari.
Il problema sembra non tanto la musica ma la gestione delle licenze. Continuando in questo modo e con l’infinito numero di licenze contestualizzate allo sfruttamento di una canzone il timore è che prima o poi anche i servizi a pagamento per lo streaming si stufino, ciò perchè sembra esserci mai un fine alle richieste monetarie dei numerosi “aventi diritto”…
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