logo ebayE’ tempo di crisi ma anche di alternative. Anni fa Ebay era una sorta di riferimento per le aste online ma anche per effettuare acquisti convenienti in rete. L’aumento dei costi di gestione per i venditori segnò un allontanamento da Ebay. Ebay ci ha ripensato, ha annunciato un taglio dei costi che affrontano ogni giorno i venditori online.

EBay aumentava negli ultimi anni i costi dei venditori con il preciso scopo di migliorare l’esperienza utente sul sito ma anche aumentare la crescita del portale d’aste online. Assistiamo quest’oggi ad un come back. Ebay ha detto ai venditori che a partire dal 30 Marzo potranno inserire fino a 100 elementi in vendita ogni 30 giorni senza pagare alcuna tassa di inserimento. Gli oggetti messi in vendita dovranno avere un prezzo di inizio asta di 1$, Ebay si prenderà il 9% dei ricavi e il negoziante non pagherà mai ad Ebay somme superiori ai 50$ (La novità è per la sola Ebay US).

Il nuovo sistema è per facilitare ulteriormente l’inserimento di grandi quantità di prodotti su Ebay ma anche facilitare il come back dei “grandi venditori” che si troveranno a risparmiare annualmente oltre 960$ (venditore con 250 annunci al mese). Il nuovo meccanismo di Ebay dovrebbe fornire anche ai “small sellers” diversi vantaggi che hanno ora a disposizione fino a cinque aste online gratuite ogni 30 giorni.

La mossa di Ebay è per contrastare concorrenti come Amazon ma anche i nuovi portali online che fanno concorrenza a Ebay anche all’estero. Le ultime mosse societarie hanno frustrato i piccoli venditori, che hanno reso popolare il sito rendendolo ciò che  è. Il come back di Ebay è inevitabile, per riconquistare la propria posizione dominante. La mossa di Ebay è semplice, se i venditori non riescono a vendere o vendono poco, Ebay non potrà raccogliere le tasse e fare revenue.

EBay vuole applicare cambiamenti anche al servizio protezione clienti. Venditori e acquirenti avranno un proprio centro dispute per risolvere le controversie. Il servizio esclude categorie come veicoli o vendite di case e consentirà il rimborso agli aquirenti. Fino ad oggi “l’unico centro dispute era Paypal”, appannaggio esclusivo di chi aveva effettuato transazioni mediante Paypal.

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