Il Tribunale tedesco di Amburgo ha stabilito che il noto servizio di file hosting Rapidshare deve filtrare i contenuti retroattivamente. Tale decisione si applica quindi ai nuovi contenuti di RapidShare inseriti dagli utenti ma anche a quelli preesistenti. Gema (German Music Rights Management), la “Siae Tedesca” chiede inoltre la rimozione di 5.000 brani da RapidShare mentre il tribunale multa il servizio di file hosting per un totale di 34 milioni di dollari.

GEMA afferma di rappresentare più di 60.000 compositori, autori ed editori musicali in tutto il mondo e di voler proteggere i loro diritti d’autore. Dopo una richiesta da parte del gruppo, il Tribunale regionale di Amburgo ha stabilito che al servizio di hosting Rapidshare è fatto divieto d’ospitare qualsiasi dei 5.000 brani musicali di GEMA.

E’ stato chiesto a Rapidshare anche l’eliminazione di tutte le tracce dal suo server e fare in modo che non vengano caricate nuovamente dagli dagli utenti. In precedenza Rapidshare utilizzava l’hash (Le funzioni di hash possono essere anche utilizzate per la creazione di firme digitali, in quanto permettono la rapida creazione della firma anche per file di grosse dimensioni, senza richiedere calcoli lunghi e complessi: è infatti computazionalmente più conveniente eseguire con rapidità un hashing del testo da firmare, e poi autenticare solo quello, evitando così l’esecuzione dei complessi algoritmi di crittografia asimmetrica su moli di dati molto grandiWikipedia) per riconoscere le tracce che erano già state rimosse dopo le richieste da GEMA ma il tribunale ha stabilito che la tecnica utilizzata non si è rivelata inefficace.

Il giudice conferma Rapidshare colpevole di violazione del diritto d’autore e ne ha ordinato il risarcimento per 24 milioni di Euro, una cifra che non favorirà sicuramente il servizio, anzi, che potrebbe facilitare degli esuberi..

Il Dott. Harald Heker, Chief Executive Officer della GEMA ha dichiarato:

“La decisione del Tribunale regionale di Amburgo è una pietra miliare nella lotta della GEMA contro l’uso illegale di opere musicali su Internet,”  “Siamo certi che in questo modo saremo in grado di ridurre l’uso illegale del repertorio GEMA su Internet a un livello accettabile”.

GEMA ha ragione in parte, l’illegalità va punita ma si lascia andare ad affermazioni precipitose, è solo che il primo giudizio a cui seguirà quasi sicumente un ricorso, Chissà poi se la sentenza rimarrà la stessa oppure verrà rovesciata…

E’ interessante quanto ha dichiarato Chang di Rapidshare:

“Sarebbe sensato offrire agli appassionati di musica il diritto di usufruire prodotti e servizi al giusto prezzo, sarebbe anche il caso di generare una nuova fonte di reddito per il settore della musica su Internet. “

Sono parole che abbiamo già sentito, che pronunciava Moby all’indomani della sentenza Shock inferta a Jammie Thomas-Rasset (Moby – la RIAA deve essere sciolta)

via P2P Magazine

Attenzione ! Abbiamo cambiato dominio !

Prosegui la lettura su Pausa Web !