Avatar è il film dell’anno, tanta è l’attesa per gli spettatori ma anche per gli studios, che hanno investito oltre 250 milioni di dollari nella realizzazione del Film. La storia è quella di un esercito di Marine inviato su Pandora, per cercare di sfruttare le risorse minerarie e allontanare la “popolazione indigena”, i Na’V i, alti tre metri e ricoperti da una pelle blu striata come le tigri.
Avatar è stato già visto in anteprima da diverse persone, addetti stampa ed “altri fortunati”. Ma il Film di James Cameron che inizierà a venir distribuito questa settimana nei Cinema sta avendo dei problemi, per la visione 3D. Il problema che si è verificato in Germania ha avuto a che fare con il DRM, la protezione ha fallito ed il video non poteva essere decodificato. Insomma, Avatar ha sofferto da “indigestione di DRM”, i Cinema hanno dovuto optare di conseguenza per proporlo in versione 2D e fare i conti con spettatori a dir poco delusi.
Inevitabili le polemiche in Germania che stanno seguendo il Film, molti sono stati gli telespettatori a cui non è stato riconosciuto alcun rimborso, vista la prenotazione effettuata online.
IL PROBLEMA
Avatar viene distribuito nei Cinema con “contorno di un sistema DRM assai complesso”. Avatar sembra essere consegnato su Hard Disk esterni con sistema di cifratura AES. I dati dovranno esser ricopiati sui server del Cinema in cui si vuole riprodurre il Film ma non è tutto. Il sistema di riproduzione si basa su un sistema di chiavi e cerficati, per limitare il numero di riproduzioni del film, fare in modo che siano singole per un proiettore e limitate nelle ore. Ebbene, qualcosa è andato storto nel riversare e decriptare gli oltre 150 GB del film, dovendo optare per la versione 2D.
SOLUZIONE
Chi di DRM perisce di DRM perisce. Un Film “inzuppato” fin troppo di DRM potrebbe essere un ottimo DEAL per Hollywood ma non per i telespettatori, chi si recherà al Cinema per vedere l’ultima meraviglia di James Cameron. Il problema sembra essere stato risolto ma i dubbi rimangono. Forse la soluzione migliore era “controllare dentro borse e borsette” come è già successo in Inghilterra, alla caccia di periferiche per la registrazione. Ancor meglio, smetterla con tutti questi meccanismi persecutori contro chi si reca al cinema e paga per vedere un film, il rischio è allontanare ulteriormente le persone dai Cinema, chi è disposto a “pagare profumatamente per una prima visione” ..
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