Il nuovo report di IFPI (Organizzazione che rappresenta l’industria discografica mondiale. Ha all’attivo 1400 membri in 72 Stati a affiliati in oltre 44 Stati) afferma che l’industria musicale ha avuto un espansione nel corso del 2008 per un valore di 3.7 miliardi di Dollari. L’intera industria discografica sta mutando e offrendo nuovi servizi ai propri partner tecnologici ma il problema sono ancora una volta i download illegali. La press release comunica che il 95% dei download di musica sono illegali e questa è la più grande sfida che sono chiamati a “combattere”.

John Kennedy - IFPI

John Kennedy - IFPI

Le piattaforme digitali per la distribuzione di musica sono partecipi del 20% delle vendite dell’intera industria, sono aumentato del 15% rispetto allo scorso 2007, ciò sebbene l’intera industria continui a ‘soffrire’ di un gran numero di musica distribuita online fuori dai “canali ufficiali”. L’analisi condotta dalla IFPI stima che nel corso del 2008 siano ‘circolati’ su Internet 40 miliardi di files musicali attribuendo un tasso di pirateria pari al 95%. L’acquisto di singole canzoni è aumentato del 24% nel 2008 arrivando a toccare vendite di 1.4 miliardi di canzoni worldwide, anche la vendita di album è assai positiva sfiorando un +36%. John Kennedy della IFPI dice che le compagnie stanno affrontando una rivoluzione, sono chiamate a rinnovare il modo in cui viene distribuita la musica ma ricorda che stanno cercando anche di contattare gli ISP ai fini di tutelare il copyright e assicurare un futuro nella vendita di contenuti digitali.

L’argomento si fa serio quando si parla di cooperazione con gli ISP. La press release di IFPI cita la Francia come il primo Stato che ha accettato di cooperare e ricorda che esiste un analisi condotta in Inghilterra dove gli utenti, di fronte ad una richiesta (‘intimidazione’ ai fini di cessare i download illegali) effettuata dal proprio ISP cesserebbero qualsiasi download. Le citazioni si concludono finendo con la Francia dove un ulteriore analisi dimostra che le persone sono maggiormente propense ad un blocco della connessione Internet piuttosto rispetto ad una ‘visita’ in Tribunale.

Il report conclude citando il caso della Nuova Zelanda e le misure eccezionali che prenderanno gli ISP per chi viola il copyright. In Nuova Zelanda chi scarica e ‘viene sorpreso’ più volte rischia il blocco definitivo della connessione Internet.

Kennedy dice “There is a momentous debate going on about the environment on which our business, and all the people working in it, depends” ma dimentica che le misure di cui parla sono sinonimo di censura e violazione della privacy indifferentemente si scarichi o non si scarichi musica illegalmente.

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