E’ la situazione Inglese, dopo gli intenti governativi di controllare maggiormente Internet e limitare gli utenti, passando l’onere dell’analisi dei download agli ISP che scopriranno quelli coperti da Copyright segnalandolo a chi di dovere.
John Petter, capo della divisione consumer ha detto che i piani governativi di forzare gli Internet Service Provider (fornitori di connettività a Internet) a diventare dei “poliziotti del Web” sono destinati a fallire e potrebbero costare all’industria 1 milione di £ giornalmente.
Con i profitti in diminuzione e dei margini risicati, John Petter dice che i costi ricadranno sugli utenti, l’ultimo “anello della catena”.
L’industria della musica sostiene che il file sharing illegale sia causa di oltre 200 milioni di £ annui di mancati introiti. Questa cifra cresce notevolmente quando associamo alla musica i film e giochi per computer. Bisogna aggiungere che tali dati sono relativi, vedi a tal proposito l’articolo “7 milioni di cittadini britannici non sono pirati“
Peter Mandelson vuole costringere gli ISP a fare di più per combattere il problema della Pirateria e, in ultima analisi, a tagliare Internet per i recidivi. Ma John Petter, capo della divisione consumer di BT dice che si rischia di avere come vittime degli innocenti – ad esempio dei genitori che non sono a conoscenza di ciò che stanno facendo i figli adolescenti – che vengono tagliate fuori da Internet. Respinge quindi le cifre dell’industria musicale come inutile allarmismo e accusa le case discografiche di voler passare agli ISP una “loro patata bollente”.
“They’ve lobbied hard and very effectively but that doesn’t make them right,” “Their claims are melodramatic and assume people would buy all the music that is illegally downloaded, which is nonsense.”
Ancora una volta la discussione in Inghilterra verte sui famosi 7 milioni di utenti file sharing che usano siti come Pirate Bay per i download pirata (vedi The Mirror) ma vi è una seconda verità, quella dei numeri e sembra alquanto fragile, basta rileggere l’articolo “7 milioni di cittadini britannici non sono pirati”
“Laws already exist to enable music companies and other copyright holders to prosecute offenders but they don’t want to take the hit to their public image.”
John Petter conclude ricordando che, qualora gli ISP dovessero investire in tecnologia per affrontare il problema della Pirateria, ciò porterà ad una “corsa agli armamenti”, simile a quella delle misure contro la droga nello Sport “e ‘costerebbe milioni avendo un impatto minimo, escogiterebbero nuovi modi per nascondere ciò che stanno facendo”.
Attenzione ! Abbiamo cambiato dominio !
Prosegui la lettura su Pausa Web !



