La sicurezza informatica nelle immagini radiografiche digitali
Da circa un decennio si sta diffondendo l’utilizzo dei sensori digitali (CCD) nella diagnosi odontoiatrica mediante strumenti radiografici digitali che, dal punto di vista hardware, si possono suddividere in 2 principali categorie:
-Soluzioni “all in one” come ad esempio l’ortopantomografo digitale per la radiografia panoramica, nel quale la sorgente emittente e il sensore digitale che acquisice l’immagine radiologica appartengono alla stessa generazione e cooperano tra loro permettendo di ottenere le massime prestazioni e il minimo danno biologico.
-Sensori radiografici endorali digitali: questi sensori vengono utilizzati in sostituzione alle vecchie lastre da sviluppare permettendo al professionista di ridurre i tempi necessari alla diagnosi. Spesso in questi casi, per costi e tempi d’installazione richiesti, il gruppo radiogeno non viene cambiato e non sempre e’ possibile ottenere un’ emissione di raggi x ottimizzati alla sensibilita’ del nuovo sensore radiografico. Nonostante cio’ le radiazioni utilizzate e quindi assorbite dal paziente calano drasticamente rispetto all’ utilizzo di una comune lastra radiografica.

Le immagini radiografiche digitali, dal punto di vista della sicurezza informatica, dovrebbero soddisfare i requisiti di confidenzialità, non ripudiabilità, integrità.
1) Confidenzialità: risevatezza dei dati acquisiti e trasmessi nel rispetto del paziente.Lo standard Dicom (Digital Imaging and COmmunications in Medicine, immagini e comunicazione digitali in medicina) definisce i criteri per la visualizzazione, l’archiviazione, la stampa e la comunicazione di informazioni di tipo biomedico, anche delle immagini radiologiche.
Le immagini Dicom possono inglobare informazioni aggiuntive quali l’ anagrafica, il luogo, la data e l’ora dell’ acquisizione e molto altro.Per difendere la privacy del paziente la visione di queste immagini può essere protetta da una password.Purtroppo al momento della decodifica non viene chiesto si inserire un codice di controllo assieme alla password, permettendo ad estranei di visualizzare l’immagine tramite un attacco di tipo brute force (ovverol’individuazione della password corretta mediante tentativi pseudocasuali automatizzati).
L’ immagine e i dati del paziente dovrebbero essere tenuti separati e, nel caso vengano spediti, inviati in 2 tempi diversi. In questo modo se l’immagine viene captata durante la trasmissione, la sua decodifica non permette di risalire al paziente e viceversa.
Alcuni link a software per la visualizzazione delle immagini in standard Dicom:
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