
La donna Californiana che ha intentato causa a Microsoft Corp. per il downgrade da Windows Vista ha modificato la sua citazione in giudizio inserendo gli alti requisiti degli utenti per poter rimpiazzare Windows Vista con il più vecchio e a detta di molti stabile Windows XP .
La citazione dell’11 Febbraio di Emma Alvarado presso la corte federale di Los Angeles di cui abbiamo già parlato nella news “Nuovi guai per Microsoft, citata per il downgrade da Vista a XP“ è stata modificata e reinviata Martedi. La signora Alvarado ripete la querela dicendo che Microsoft viola le leggi dello stato di Washington per pratiche illecite ma anche per misure restringenti i computer makers nell’offrire nei nuovi PC Windows XP dopo il lancio di Windows Vista nel 2007.
Come potete leggere dal documento allegato alla news del 28 luglio 2007 (Microsoft: Downgrade Gratis da Windows Vista Business o Ultimate a XP), Microsoft consentiva il downgrade da Windows Vista a Windows XP in certe circostanze senza pagare una nuova licenza, la licenza di Windows Vista veniva trasferita a Windows XP.
La nuova lawsuit pone l’accento sui profitti realizzati da Microsoft nelle pratiche di downgrade da Windows Vista. Il problema sono le norme restringenti per praticare il downgrade a Windows XP Professional, solo i PC che avevano preinstallato Vista Business o Vista Ultimate erano elegibili.
La citazione in giudizio inizia dicendo:
“Although many consumers would prefer to purchase a new PC pre-installed with the Windows XP operating system or at least not pre-installed with the Vista operating system, Microsoft has used its market power to take advantage of consumer demand for the Windows XP operating system by requiring consumers to purchase a PC that includes a license for the use of the Vista operating system and to pay money (as part of the overall purchase price of the PC) to downgrade to the Windows XP Professional operating system.”
La citazione prosegue aggiungendo:
“To make matters worse, Microsoft requires consumers to purchase a PC that includes a license to either Vista Business or Vista Ultimate — versions of the Vista operating system that: (a) are premium, more expensive versions of the home versions of the Vista operating system, and (b) include specialized applications that are neither needed nor wanted by an ordinary consumer seeking to purchase a PC primarily for personal, non-business use”.
Le conclusioni sono che:
“Microsoft appears to have conceived and implemented the ‘right’ for consumers to ‘downgrade’ to the Windows XP Professional operating system in order to: (a) maintain and/or inflate its sales figures for the Vista operating systems (particularly the Vista Business and Vista Ultimate versions … and (b) recoup its substantial investment in the development and production of the Vista operating system by forcing consumers to purchase the premium, more expensive versions of the Vista operating system (Vista Business or Vista Ultimate) in order to ‘downgrade’ to the Windows XP operating system” .
La citazione in giudizio della signora Alvarado analizza gli alti costi per il downgrade da Windows Vista a Windows XP, una somma media di 130-150$ ma anche i costi che supporta una persona per l’upgrade a Windows Vista Ultimate o Business. La conclusione a cui vuole arrivare la lawsuit è il doppio guadagno di Microsoft, guadagno per gli upgrade da Windows Vista alla versione Ultimate o Business ma anche guadagno per i downgrade da Windows Vista Ultimate o Business a Windows XP Professional. I soldi a cui si riferisce la signora Alvarado per il downgrade da Windows Vista a Windows XP sono quelli adottati da hardware vendors – computer makers come Dell quando chiedevano oltre 150$ per il downgrade a XP contro i 130$ di upgrade a Windows Vista Home Premium.
Microsoft continua a dire “Microsoft does not charge or receive any additional royalty if a customer exercises those [downgrade] rights ” ma la signora Alvarado va avanti per la sua strada, intende portare avanti la citazione trasformandola in una class-action..
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