Google GDrive, il rilascio sembra imminente
GDrive è un’argomento le cui origini sono lontane, già nel 2006 esisteva Gmail Drive Shell Extension (progetto non collegato a Google), un utility disponibile per Windows il cui scopo è sfruttare lo spazio fornito da Gmail come un disco fisso. Una volta installata permette la cancellazione, creazione e spostamento di files come un vero hard disk.
I tempi passano, Gmail Drive Shell Extension continua ad essere sviluppato ma accanto a quest’applicativo ha cominciato a trapelare l’esistenza di un progetto interno di Google denominato Platypus, le sue caratteristiche erano:
- Backup. If you lose your computer, grab a new one and reinstall Platypus. Your files will be on your new machine in minutes.
- Sync. Keep all your machines synchronized, even if they run different operating systems.
- VPN-less access. Not at a Google computer? View your files on the web at http://troutboard.com/p.
- Collaborate. Create shared spaces to which multiple Googlers can write.
- Disconnected access. On the plane? VPN broken? All your files are still accessible.
Arriva la fine del 2007 ed ecco che il Wall Street Journal comunica che “Google Inc. vuole offrire a consumatori un nuovo modo per immagazzinare i loro dati negli hard disk, una strategia che potrebbe accelerare uno spostamento all’archiviazione online e dare battaglia a Microsoft Corp”.
Google (rivela il WSJ) sta preparando un servizio per archiviare i propri documenti, musica, video clips o immagini rendendoli accessibili da qualsiasi computer o periferica inserendo una password, sarà possibile inoltre condividere i propri documenti con i famigliari o amici come già avviene per Windows Live SkyDrive. Il tempo di attesa per vedere il nuovo servizio online dovrebbe essere al massimo di un paio di mesi. L’Azienda di Mountain View progetta di fornire una quantità non ancora definita di “immagazzinaggio libero” mentre chi volesse usufruire di ulteriori GB si troverà a pagare una somma non ancora resa pubblica. Un portavoce di Google si è rifiutato di commentare ma afferma che lo “storage” è importante nell’avvicinare le Web Apps ai consumatori.
La spinta di Google nel 2008 apporterà diversi cambiamenti nell’ online storage, rimangono comunque diversi interrogativi:
- segretezza delle informazioni depositate
- copyright
- impossibilità di accesso quando non funziona la propria linea ADSL (sono i Contro di un servizio Web Based)
- permanenza dei dati

Ciao a tutti,
In breve il mio pensiero:
I dischi locali saranno, per definizione, sempre più veloci di quelli remoti. La velocità è sempre stato il driver principale delle nostre decisioni per gli acquisti informatici. Dubito che questo trend cambierà per consentire drive remoti.
Hai correttamente indicato alcuni punti critici che mi hanno fatto pensare:
- segretezza delle informazioni depositate
Possono essere criptate con chiave privata = nessuno al mondo puo’ leggerle tranne te. Dubito che Google lo farà perchè questo impedisce loro di leggerne il contenuto per fare pubblicità mirata (vedi gmail). Niente ricerca nei tuoi dati etc etc.
Forse Offriranno questa funzionalità, ma faranno in modo che nessuno la userà.
- copyright
Il concetto non esiste più dopo youtube
- impossibilità di accesso quando non funziona la propria linea ADSL (sono i Contro di un servizio Web Based)
Questo credo sia risolto perche’ Gdrive è un sync. Se non hai internet usa il disco locale e si sincronizza quando sei online. Se le supposizioni sono vere, Gdrive funzionerà bene per dischi di piccole dimensioni (qualche Gb massimo) . Questo però significa che dovrò essere io a ricordarmi di salvare il file in Gdrive almeno la prima volta.
- permanenza dei dati
Sono americani… se le foto durano 5 anni per loro è OK.
Per questo apprezzo molto di più Memopal (http://www.memopal.com), di cui ho ricevuto un invito. E’ come Gdrive (e già funziona!) ma ha come obiettivo la creazione di un archivio duraturo che resista più del tuo computer.
Ciao
A
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