consumatori logoContinuiamo ad occuparci del regalo di Natale consegnato in ritardo agli Italiani. E’ il nuovo Decreto firmato lo scorso anno ma “presentato ufficialmente” nella giornata di ieri. L’abbiamo detto, sono troppi i “regali fatti alla SIAE” in un decreto che aggiorna e amplia “gli equi compensi” a livelli che non hanno alcun precedente in Europa. Si tratta di un decreto “blocca innovazione”, aumentano le “tasse” ai produttori di beni tecnologici, il “tributo” che verseranno indirettamente alla SIAE poichè come ben saprete, quando comprate un CD, DVD, BlueRay o periferiche per la riproduzione – registrazione audio video, siete dei potenziali “pirati”.

Inevitabili le ripercussioni sugli utenti finali (consumatori). Non esiste in commercio alcun produttore di beni che riceve una tassa e non vada a riversarla sugli acquirenti di tale bene. Sono regali di cui bisognerebbe andarne orgogliosi (citazione da Pierani), questa volta il governo ha tassato pressochè qualunque bene Hi Tech, anche ciò che non rientra affatto per la riproduzione audio e video.  Male inoltre quando il decreto specifica che è stata creata una commissione ad HOC, non hanno invitato alcun rappresentate dei consumatori dimenticandosi che, senza consumatori, la SIAE ma anche qualsiasi artista può “cambiare immediatamente lavoro”.. Divertente (è un eufemismo) infine leggere che siano stati tassati i Netbook, PC utilizzati per lavoro, non di certo per la duplicazione di materiale audio e video (dove troviamo il masterizzatore ?)  e le cui performance sono a dir poco insoddisfacenti per vedere un film in streaming.

Non è tutto.  La Federazione Anti-Pirateria Audiovisiva (FAPAV) ha chiesto con un provvedimento d’urgenza a Telecom Italia di inibire l’accesso ai network peer-to-peer. Secondo FAPAV l’ISP Telecom avrebbe dovuto avvisare gli utenti rei di violazioni legate allo scambio di contenuti soggetti a copyright. FAPAV non lo sa, non esiste in Italia la “legge dei 3 Schiaffi”, si riferisce forse alla Francia dove esiste l’HADOPI, creata con i soldi dei contribuenti. FAPAV pensa forse ad una seconda Hadopi anche in Italia, dimenticandosi che è un Ente Anti Europeo. Se è intenzione di FAPAV creare un Hadopi la crei, con i propri soldi, non toccando di certo i soldi dei contribuenti che verrebbero spesi per i pochi..

Se le richieste di FAPAV, ricevere una lista di persone in base agli indirizzi IP venisse accolta, si creerebbe un precedente in Italia, dove gli ISP sarebbero chiamati continuamente in causa per assolvere le volontà delle Major. Inevitabili anche le ripercussioni sui costi degli abbonamenti, qualora le richieste di FAPAV venissero accolte, Telecom diventerebbe  “uno sceriffo” affrontando non pochi costi che andrebbero ancora una volta riversati sui contribuenti (per capirci, chi paga Alice). Telecom ha giustamente accusato FAPAV, di violazione della privacy degli utenti avendo monitorato le connessioni dei suoi utenti. Anche noi abbiamo una richiesta diretta al garante della Privacy, una “punizione pecuniaria esemplare” per FAPAV che ha violato la privacy degli utenti Telecom Italia.

NOTE

Non appena ci saranno nuovi aggiornamenti sulla vicenda FAPAV verranno inseriti in Real Time. Siae si è unita a FAPAV nel richiedere gli indirizzi IP..

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