Un nuovo report di Russ Crupnick informa dei “rischi” dei siti di free music in streaming, sono quelli che portano a minori acquisti di download musicali.
Russ Crupnick, analista della NPD Group ha detto questo mercoledi’ ad un pubblico di dirigenti musicali e hi tech che i siti di free music in streaming, quelli come LastFM, Pandora o Spotify portano ad una riduzione degli acquisti dei download musicali. Russ Crupnick si è rivolto al pubblico del Digital Music Forum East dicendo che tale situazione non è per niente produttiva, “stiamo rovinando i nostri giovani” poichè per molta gente ascoltare gratuitamente porta solo ad ulteriori ascolti gratuiti riducendo gli acquisti.
L’analisi di Russ Crupnick diventa HOT quando afferma che le Radio Online portano ad un aumento del 41% degli acquisti di download musicali. E’ difficile analizzare le parole di Russ Crupnick, parla di aumenti e diminuzioni degli acquisti di musica digitale senza fornire (ci riferiamo all’articolo di CNet) grafici, analisi ma anche un effettiva comparazione tra nuovi media (Pandora, Spotify o LastFM) ed i “vecchi media”, le “radio analogiche” che oramai si sono trasferite online.
Forse è un nuovo attacco, del settore delle radio tradizionali ai nuovi media, che hanno loro utenti portandoli ad un esperienza superiore, eliminando “il DJ” ma anche permettendo la creazione di una propria Web Radio che corrisponda in tutto e per tutto ai propri gusti musicali.
E’ vero, forse il settore della Free Music in Streaming è in Declino ma non è morto. Diversi sono i Big che hanno chiuso, Imeem è stato acquisito da MySpace, LastFM è diventato a pagamento e Spotify ha inaugurato “gli abbonamenti forfettari” per ascoltare quanti album si voglia in streaming. E’ ancor più vero che lo sbarco di Spotify in USA è imminente, forse le Radio Tradizionali sentono il pericolo e stanno correndo ai ripari. Si tratta però di pure e semplice affermazioni, identiche a quelle di Russ Crupnick finchè non verranno forniti i grafici ma anche l’analisi che ha portato a dire che i servizi di free streaming portano ad una riduzione degli acquisti musicali..
Concludiamo riportando le affermazioni di Kevin Bacon, proprietario di “Artists Without A Label”, label cha ha collaborato con i Radiohead’s Thom Yorke, Moby e gli Arctic Monkeys. Kevin Bacon ha detto d’amare la tecnologia pulita di Spotify ma anche di “non gradire le basse revenue del servizio di Musica in Streaming” ..
“As far as revenue, it’s not really meaningful at all,” “It’s frustrating. The artists see Spotify and get excited. But when they see the revenue from it, it’s insignificant.”
Chi ha ragione, Kevin Bacon oppure Universal Music ? Per approfondimenti: Universal Music loda Spotify.
