Sono anni che Testate Giornalistiche come Repubblica, il Sole 24 Ore & Co ricevono contributi dallo Stato. Sono tanti, tantissimi i milioni di Euro che ricevono annualmente per non parlare di agevolazioni fiscali, postali e telefoniche. In totale nel 2008 lo Stato ha versato 201.274.612, 28 milioni di euro di contributi all’editoria in favore di giornali, periodici, radio, tv e tv satellitari (via Guido Scorza). Euro 174,461,760 per giornali e periodici, Euro 12,847,628 per le radio, Euro 2,880,293 per la TV e Euro 5,728,721 per quella satellitare. Insomma, un fiume di soldi per una categoria che si lamenta, tuttora per il calo di introiti e per le basse revenue pubblicitarie. Il problema è che “questo fiume” di Denaro non è stato elargito “dalle tasche dei contribuenti” solo nel 2008, anche negli anni successivi (le quote variano) quindi vi è poco da lamentarsi “o piangere” da parte dei produttori di contenuti se non sono in grado di “far fruttare i soldi dei contribuenti”. Anche noi siamo dell’idea che i giornali siano da pagare in edicola, non con le tasse altrimenti si chiama “informazione assistita”, un privilegio riservato a “pochi” che fanno quest’oggi gli editori con i soldi degli italiani. Le notizie non sono migliori neppure gli anni successivi, il governo stanziava 140 milioni di euro per l’editoria in due anni: 2009 e 2010 (via Beppe Grillo), ne abbiamo la certezza a fine 2009 (Dicembre 2009) quando venivano stanziate “congrue risorse” affinchè le risorse del 2010 in favore dell’Editoria siano “analoghe a quello del Passato”.
La verità è che la maggior parte dei quotidiani viene “già pagata all’origine”, sono soldi dei contribuenti a cui “dovrebbe essere regalata l’informazione poichè viene già assolta all’origine”. Vi è qualcuno che va contro corrente, Repubblica insiste quest’oggi nuovamente sulle News Online a pagamento. Come dar torto a tali affermazioni ? Milioni di Euro elargiti dai contribuenti e, forse, NewsPass, un sistema di MicroPagamenti Google che a detta di Repubblica fornirà aiuto all’Editoria Online. Il sistema è semplice, esistono già dei contenuti a pagamento e NewsPass diventerà una sorta di Facebook Connect, un login previo pagamento per leggere la notizia di nostro Interesse.
Repubblica e le altre testate giornalistiche sono libere di “fare ciò che vogliono”, pensiamo tuttavia che l’esistenza di soldi pubblici che garantiscono l’esistenza di una testata giornalistica (online e offline) debbano limitare fortemente i cosidetti paywall. Repubblica cita Sergey Brin e Larry Page che si sono trasformati in un colosso della pubblicità online con un ricavo annuo pari al prodotto interno della Costa d’Avorio. Repubblica dimentica (volutamente) che Sergey Brin e Larry Page (Google) non hanno ricevuto soldi dei Contribuenti per dare inizio al loro Business.
Che fare ? Repubblica ma anche le altre testate giornalistiche sono libere di “fare ciò che vogliono” ma il governo deve iniziare a prendere provvedimenti. STOP ai contributi all’Editoria per qualsiasi testata che ha attivato i Paywall.
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Sandro kensan
Interessanti argomentazioni ma soprattutto le cifre dei versamenti a giornali come Repubblica e co sono enormi. Capisco adesso il perché non si accontentano dei pochi spiccioli che mi sembra ragionevole pagare per un articolo di qualità, questi navigano nei soldi pubblici e vorrebbero guadagnarne altrettanti senza fare fatica.