logo antitrustRitorna il fantasma Antitrust per Google in Italia ma si sa, i rapporti dell’Italia con Google vanno a fasi alterne. Abbiamo visto processi, partnership ma anche accuse di ogni tipo rivolte a BigG, certe a dir poco “umoristiche” come l’accusa a Google News di “rubare le notizie” dai quotidiani online. La realtà è che Google News altro non è che una versione di Google maggiormente specifica, compaiono solo News provenienti da fonti online che hanno richiesto di essere inserite al suo interno. Inevitabile poi un confronto di Google News con una ricerca su Google, in entrambi i casi si fornisce un estratto della pagina indicizzata e, forse, Google News fornisce un estratto inferiore rispetto ai normali risultati di Google. Più di furto di informazioni è lecito definire Google News come una versione “lite” di Google. Il consiglio a chi non vuole essere indicizzato è sempre lo stesso, Google raccomanda l’uso di robots.txt nel proprio sito web per bloccare l’accesso a Google di un settore o tutto il sito.

Visto il prolungarsi della precedente istruttoria dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, avviata grazie alla “sapiente” segnalazione di FIEG (Google spiega (alla FIEG) come funziona Google News Italia), non desta alcuna sorpresa la decisione di estendere tale istruttoria, per possibile abuso dominante di Google nelle condizioni imposte in Italia agli editori dei siti web, nei contratti di pubblicità online.

L’Italia è stata l’unica nazione al mondo a mettere sotto Inchiesta Google ma anche a condannarlo, per un video online del 2006. L’Italia è stata l’unica nazione ad aver concluso con Google un accordo, per portare online i capolavori delle biblioteche nazioniali di Firenze o Roma. Quest’oggi l’Italia ha un nuovo primato, mettere sotto accusa Adsense, in un indagine che è la continuazione della precedente istruttoria dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, avviata grazie alla “sapiente” segnalazione di FIEG ma anche spinta, forse, “dalle solite Lobby”.

Google Indagine Antitrust Italia per Adsense – 12-03-2010

L’Antitrust conclude dicendo che le condizioni contrattuali di Google non consentono agli editori di siti web affiliati di conoscere a prori i corrispettivi loro spettanti: “Ostacolando, ad esempio, la pianificazione dello sviluppo e del miglioramento dei propri siti web nonché l’apprezzamento della convenienza di eventuali altre offerte provenienti da intermediari concorrenti”. L’Antitrust non ha letto la News “Google ha ridotto nel 2009 le revenue dei Publishers Adsense“, saprebbe altrimenti che Google continua a fornire un alta percentuale delle proprie revenue ai publisher affiliati, sebbene tale percentuale sia scesa nel corso del 2009. L’autorità Antitrust ha effettuato anche un confronto con i competitors ? Sono in grado di fornire a priori stime sui corrispettivi spettanti ai siti web ? La risposta è in mano al Garante ..

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