Lily Allen (Londra, 2 maggio 1985), cantante pop inglese i cui singoli hanno raggiunto più volte la 1° posizione nelle UK singles charts ha iniziato una campagna contro il p2p. Non si tratta di una novità, la 24enne da sempre con un carattere piuttosto aggressivo non è nuova a questo tipo di dichiarazioni, ricordiamo le sue affermazioni pro-cocaina a un arresto per rissa.
Ora Lily Allen entra a far parte delle lobby anti pirateria e dichiara guerra ai download illegali, dicendo che sono la causa della bancarotta dell’industria musicale. Ulteriori affermazioni della Lily Allen sono che la pirateria mette a rischio tutte le persone che lavorano nell’ambito dell’industria musicale, affermazioni già sentite ma anche smentite (parzialmente) con l’articolo “7 milioni di cittadini britannici non sono pirati“. In Inghilterra sembra esserci una guerra dei numeri, quella dei numeri forniti dall’industria Musicale e quella dei numeri “reali”.
Lily Allen critica anche i RadioHead quando misero su Internet il loro ultimo album e richiedevano per il download un contributo libero, si aggrega alla discussione Matthew Bellamy, leader dei Muse, la cui modesta opinione è tassare gli ISP. Peccato che tassare gli ISP non sia la risposta al problema, è ciò che ha detto John Petter, capo della divisione consumer di BT, ISP Inglese (leggi Allarme BT, la pirateria e il governo fanno aumentare le Bollette ADSL).
Non tutti sono dell’opinione della Allen, la Featured Artist Collection è ad esempio contro i recenti provvedimenti Inglesi per la sospensione da Internet in seguito al download di musica coperta da Copyright (nota: dicono che il download di un paio di tracce non è criminoso, è una forma pubblicitaria per l’artista) ma affermano anche la necessità di un reale cambiamento, verso l’effettivo download di musica digitale.
I havent written on here for a while but I’ve taken the time to write this as I think music piracy is having a dangerous effect on British music, but some really rich and successful artists like Nick Mason from Pink Floyd and Ed O’Brien from Radiohead don’t seem to think so. Last week in an article in the Times these guys from huge bands said file sharing music is fine. It probably is fine for them. They do sell-out arena tours and have the biggest Ferrari collections in the world. For new talent though, file sharing is a disaster as it’s making it harder and harder for new acts to emerge. Heres a link to the article http://entertainment.timesonline.co.uk/tol/arts_and_entertainment/music/article6828262.ece – vedi MYSPACE
Lily Allen è un “fiume in piena” anche quando si riferisce a Nick Mason e Ed O’ Brien (Pink Floyd e RadioHead) per le recenti dichiarazioni apparse sul Times. La cantautrice dice che entrambi non sono contro il p2p visto il successo raggiunto, ciò perchè i loro concerti sono sempre “full” e hanno raggiunto i loro traguardi, potendosi permettere anche una delle collezioni di Ferrari più grandi al mondo.
Tra tante chiacchere la Allen di dimentica che è la prima a violare il Copyright. Come ricorda TorrentFreak la Allen copiò un articolo di TechDirt senza attribuzione o l’aver alcun permesso di riproduzione, scannerizzò dei Quotidiani pubblicandoli all’indirizzo http://idontwanttochangetheworld.blogspot.com/2009/09/press-coverage.html (il post è stato cancellato dalla Allen n.d.r.) e offre dei mixtapes (tape 1 e tape 2) non autorizzati presso LilyAllenMusic.com.
«Lily è il nostro leader», scrive James Blunt. E’ forse il caso di scegliersi un nuovo Leader, i leader solitamente sono i primi a dare degli esempi positivi, sulla causa che stanno portando avanti. Lilly Allen ha dato prova di scarsa conoscenza del copyright, testimonianza è forse anche l’abbandono del weblog “I don’t want to change the world” e l’abbandono della sua carriera solista..
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