LastFM, leader nel settore della Social Music diventa un servizio per cui è obbligatoria un iscrizione a pagamento, entro breve gli utenti di tutte le nazioni escluse la Germania, Inghilterra e Stati Uniti dovranno pagare per continuare ad utilizzare il servizio.
Lasciando perdere le considerazioni se sia giusto o sbagliato applicare una “tassa” per utilizzare il servizio bisogna dire che LastFM richiede già da tempo il pagamento di un abbonamento mensile o annuale per utilizzare appieno tutte le sue funzionalità. Per chi non lo sapesse, LastFM consente agli utenti PRO di creare le proprie stazioni aggiungendo gli artisti a cui sono maggiormente interessati. Tale funzionalità è interessante, “carina” ma si è perso nel tempo la cognizione di ciò a cui sono realmente interessati gli utenti. Molte persone che hanno utilizzato la prima volta LastFM sono rimaste “spiazzate” dalla quantità di musica simile ai propri gusti musicali ma al tempo stesso deluse per la mancanza di un insieme di tracce “lineari” che facciano capo all’artista che volevano ascoltare online.
L’idea di LastFM era innovativa nel 2006 quando erano i primi del settore e mancava la vera concorrenza. Con il passare degli anni le cose sono però cambiate, sono nati diversi competitors creando maggiori alternative. L’avvento di Spotify (quest’anno) ha proceduto poi ad una reale rivoluzione di un settore che stava diventando statico (ed offriva le stesse cose) offrendo musica simile, ma, chi intendeva ascoltare un intero album online aveva poche (se non nessuna) chance.
La decisione di LastFM è stata accolta come qualsiasi grande decisione da malcontento oppure indifferenza (chi pagava i 3 € mensili non vedrà alcuna differenza) e sarà effettiva dal 30 marzo. Le sottoscrizioni premium non sono obbligatorie, chi vuole potrà continuare a collegarsi online su LastFM per informazione ma non per ascoltare musica…
Giunti a questo punto sorge un dubbio, se la decisione intrapresa da LastFM di diventare un servizio a pagamento avvenga troppo tardi. Come abbiamo anticipato esiste già un agguerrita concorrenza e Spotify che offre album full lenght in streaming. Spotify ha un piano annuale di € 99 per un accesso illimitato al catalogo e chi lo ha utilizzato potrà confermare la superiorità di tracce e qualità audio rispetto a quanto offre LastFM. Spotify offre anche Album Full Lenght, funzionalità totalmente assente da LastFM.
Qualsiasi persona che effettua un abbonamento online fa prima dei calcoli, nel primo caso (LastFM) sborserà 36€ per un anno mentre i sostenitori di Spotify (accessibile dall’Italia) sborseranno 99€, una cifra superiore, alta che fornisce maggiori opzioni e album full lenght da ascoltare in Streaming. E’ impossibile dire a priori che la scelta di LastFM sia vincente o un fallimento, è lecito affermare però che il cambiamento avvenga tardi, quando esistono delle alternative reali e superiori…
