E’ la “regola Al Capone”. Se non riesci a dimostrare che è un BOSS della Mafia bisogna  trovare a qualsiasi costo una “scappatoia”, per incolparlo, magari per la sola evasione della tasse. E’ la soluzione applicata a Gary Jung, admin del noto IsoHunt, motore di ricerca torrent. IsoHunt è un portale di ricerca torrent, passato più volte sotto l’occhio indagatore dell’industria musicale, che non ha risparmiato di sicuro citazioni e accuse.

Il primo round della MPAA contro IsoHunt si è risolto a favore di IsoHunt. La MPAA falliva, era incapace di dimostrare che IsoHunt violasse il copyright negli Stati Uniti. Ciò non ha fermato però il giudice a emettere una sentenza controversa, a favore degli Studios dicendo che IsoHunt è uno strumento per violare il Copyright. Sono troppi i SE che meritano quest’oggi un approfondimento.

La corte ha detto che Gary Fung fece delle dichiarazioni che potevano indurre a infrangere il copyright. Ebbene, tali affermazioni sono state estrapolate dal contesto originario, prese ad “uso e consumo” dell’industria musicale. L’impressione di tutti è che la corte abbia accolto tutte le affermazioni in cui compare la parola “stealing”, come se fosse un “inno alla pirateria”. Peccato che tale parola era per specificare qualcosa completamente differente.

“Morally, I’m a Christian. ‘Thou shalt not steal.’ But to me, even copyright infringement when it occurs may not necessarily be stealing.”

La corte ha dato prova anche di “ignoranza informatica” quando quotava “stealing from leechers”, dicendo che tali parole potevano indurre a violare il copyright. Ebbene, gli stessi consigli che “dispensavamo” a Barbareschi ma anche all’Onorevole Carlucci l’indomani, quando pubblicavano (sul sito della carlucci) il DDL «Internet territorio della libertà, dei diritti e dei doveri» per mano di Davide Rossi (bastava andare in proprietà del file DOC, il SW Word era intestato a Davide Rossi) presidente della UNIVIDEO vengono ora “dispensati” altrove: “studiate” e usate meglio gli strumenti informatici.

La corte afferma anche che non è possibile “chiamare in causa” il DMCA se il sito “chiude un occhio” quando si parla di pirateria.

Indifferentemente IsoHunt venga chiuso l’Industria Musicale non ha ancora capito una cosa, continuare a far leva su formati chiusi, far uso di DRM, applicare EULA che non rispettano i consumatori, far uso di “lucchetti digitali”, restringere i media in modo tale che siano riproducibili regionalmente non è una soluzione, il rischio è quello del gioco “del gatto con il topo”, che si ripete all’infinito. Cominciamo a rimuovere le diverse limitazioni sui contenuti digitali, i consumatori non possono che apprezzare tali soluzioni poichè si ridurrà quasi sicuramente il prezzo finale dei supporti digitali. Esiste un unico rischio nella soluzione proposta, la riduzione della pirateria..

NOTE: IsoHunt non è ancora colpevole, attendiamo l’appello di IsoHunt.

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