La mossa di Google, prendere una posizione contro la censura Cinese è stata accolta favorevolmente da qualsiasi attivista per i diritti civili. La Cina non è l’unico “grattacapo” per Google, esistono anche democrazie occidentali a cui piace intromettersi in rete, dicendo ciò che è possibile e non è possibile fare. Si tratta di una pressione senza precedenti, dannosa per la libertà di espressione di qualsiasi utente che si collega ad Internet.
Negli ultimi anni si è registrato un aumento delle nazioni che applicano la censura online, rientrano in questa categoria anche alcune democrazie occidentali. Google deve fronteggiare in diversi Stati un servizio “intermediario”, fare in modo che video, foto ma anche contenuti online non violino il copyright. Le leggi in in Europa sono assai differenti rispetti il DMCA, google si trova a dover valutare ora i video, foto ma anche blog (blogspot) per evitare di essere perseguito. I rischi sono alti, Google rischia continuamente cause in tribunale ma anche un altissimo costo di gestione, improponibile per una neonata startup.
Abbiamo già discusso della situazione Cinese ma esiste anche il “problema Italia e Francia”.
Si parla all’estero di David Drummond (Google Chief legal officer) che rischia una condanna in Italia. L’anno scorso Google ha fallito, non ha rimosso efficamente e velocemente i video di un abuso su un ragazzo autistico. E’ vero, ancor prima di Google bisogna colpire le persone che hanno commesso il fatto. E’ altrettanto vero che Google ha una parte in questa vicenda. Qual’è la velocità con cui vengono rimossi su YouTube video che violano il Copyright ? I video dell’abuso del ragazzo autistico non sono stati eliminati con uguale velocità (stiamo parlando di mesi). Sono inutili quindi gli editoriali come quelli del Guardian quando criticano l’Italia senza conoscere perfettamente i fatti.
E’ vero invece quando si parla di ingerenza del governo in rete. In Italia esistono personaggi pubblici senza adeguato background e preparazione che vorrebbero dire la loro (Carlucci e Barbareschi). E’ intenzione loro addottare un sistema Francese, dimenticando che i costi sono alti e chi paga sarebbe (come al solito) l’utente finale.
In Francia la situazione è peggiore. Sarkozy ha voluto una nuova agenzia creata con i soldi dei contribenti, la Higher Authority for the Distribution of Works and the Protection of Copyright on the Internet. Ebbene, la “famigerata” Hadopi serve a monitorare gli utenti, per identificare download di video e musica che violano il copyright. Al terzo download di materiale coperto da copyright l’Hadopi è incaricata di disconnettere quel determinato utente da Internet. Rimangono aperti diversi interrogativi, sul ruolo degli ISP ma anche di eventuali abusi. In Inghilterra le misure prese dal governo sono simili.
Cosa succederà ? David Drummond verrà condannato ? Google ha reponsabilità nell’accaduto ma, incriminare una singola persona per fatti commessi da altri è sbagliato. Tutto al più era plusibile una multa..
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