Era il 2006 qando un ragazzo disabile della scuola di Torino venne malmenato e il filmato venne inserito su Google Video. Inizia cosi’ l’autodifesa di Google pubblicata quest’oggi sull’Official Google Blog.
Lo saprete tutti, David Drummond, Arvind Desikan, Peter Fleischer and George Reyes (YouTube) sono stati ritenuti responsabili di diffamazione e mancato rispetto del codice della privacy Italiano per aver permesso l’upload di tale filmato su YouTube Google Video.
Tale sentenza pone un pericoloso precedente poichè i proprietari di piattaforme online sono chiamati in causa per ogni singolo video inserito dagli utenti. Tale precedente mette in pericolo lo stesso YouTube poichè vengono caricati ogni minuto oltre 20 ore di video, un enormità di dati che, dopo questa sentenza dovrebbero essere scrutinati minuto per minuto. Google afferma di aver collaborato con la polizia per l’identificazione delle persone, dice di non essere responsabile per ciò inserito dai ragazzi ma afferma anche di aver rimosso immediatamente il video incriminato, dopo aver ricevuto la segnalazione. Vero ? Falso…
Google era a conoscenza del video
Troviamo un articolo del 26 Novembre 2006 in cui Carlo Felice analizza l’accaduto, riferendosi al sito “Giornalettismo Militante”. Carlo Felice cita il Blog dicendo che non è stata, forse, la segnalazione del video a Google a causarne la rimozione, è stata la successiva segnalazione del video all’associazione Vividown a determinare la rimozione del video incriminato da YouTube Google Video(Vividown contattò la polizia). Carlo Felice aggiunge che sarà la magistratura a provare, eventualmente, che Google era a conoscenza del video e non fece nulla per rimuoverlo immediatamente.
Dirigendoci sul sito Giornalettismo Militante abbiamo una quasi conferma di quanto viene raccontato da Carlo Felice, leggiamo:
“Missione” compiuta. Il video nel quale un ragazzo down veniva torturato psicologicamente non è più disponibile su Google, come potete “apprezzare” dall’immagine che vedete qui in alto. Ovviamente, non sono state le segnalazioni all’abuse di GVideo a farlo togliere. Uno dei tenutari di questo blog ha avuto la pazienza di riascoltarselo più e più volte, finché ha notato un particolare: da uno dei ragazzi che comparivano veniva citata più e più volte un’associazione che si occupa di assistenza agli handicappati
Il video viene caricato su Google l’8 settembre 2006, Google lo rimuove il 7 novembre dopo aver ricevuto non poche richieste da parte degli utenti, i “conti non tornano affatto”.
Insomma
E’ vero, Google si riferisce alla sentenza descrivendola come un attacco ai principi di Internet. Il Giudice ha sbagliato (in parte) a condannare Google, ha creato un precedente a dir poco “abominevole”. Esistono anche dei sospetti che, dietro al processo a Google si nascondano persone che erano a favore del Decreto Romani. Ricordiamo però che Google ha omesso dei fatti nel suo lungo editoriale, ha omesso d’aver ricevuto diverse segnalazioni, prima di quella della polizia che determinò la rimozione del video incriminato.
Un consiglio
Il problema di YouTube è che vogliono gli utenti Italiani ma non intendono sottostare alle leggi Italiane. Il secondo fatto è che, un eventuale “pulsante” per la segnalazione alle autorità di atti di bullismo sarebbe stato terapeutico in tale occasione, fatto non riscontrato su YouTube ma anche ulteriori Social Network, che ancor oggi offrono “tutele interne” oppure hanno appena intrapreso un cammino, quello di aiutare quando qualcuno più debole viene messo in difficoltà. (citazioni da Google, l’Italia, il ragazzo affetto dalla sindrome di Down e il NY Times) Inutile rifugiarsi dietro alla “libertà di parola”, il video del disabile è rimasto online troppo tempo mentre un video musicale viene rimosso a tempi record, qualora violi il copyright.

