Alla stampa d’oltre oceano l’Italia piace e incuriosisce quando si tratta di clima, alimentazione (qualcuno ha mai sentito parlare male dei nostri Ristoranti) e arte. Niente da fare quando la stampa d’oltre oceano parla di politica o fatti di attualità, il più delle volte vengono descritti senza “cognizione di causa” o ancor peggio conoscendo approssimativamente i fatti.

Un nuovo editoriale del NY Times, “Google Faces a Different World in Italy” pone l’accento sulla questione Google quando venne accusata di Negligenza per aver lasciato online un video di un disabile che veniva molestato. Il video venne uploadato su YouTube e in seguito venne aperta un indagine, ciò di cui “parla” il NY Times.

L’editoriale specifica che Fleischer e David Drummond, vice presidente senior e chief legal officer assime George Reyes (chief financial officer) e Arvind Desikan (a marketing executive) non rischiano il carcere ma potrebbero avere diversi problemi in seguito, per assolvere diverse funzioni corporate, dove occorre una fedina penale pulita. Il NYT da voce a Fleischer, quando afferma che la loro incriminazione è un caso politico. Fleischer si dimentica però degli obblighi di YouTube, è rimasto online per mesi un video di un disabile affetto dalla sindrome di Down che veniva molestato e non “hanno m0sso un dito”, solo dopo aver ricevuto segnalazione da Vivi Down.

Il problema di YouTube è che vogliono gli utenti Italiani ma non intendono sottostare alle leggi Italiane. Il secondo fatto è che, un eventuale “pulsante” per la segnalazione alle autorità di atti di bullismo sarebbe stato terapeutico in tale occasione, fatto non riscontrato su YouTube ma anche ulteriori Social Network, che ancor oggi offrono “tutele interne” oppure hanno appena intrapreso un cammino, quello di aiutare quando qualcuno più debole viene messo in difficoltà.

Si tratta di un caso in cui la libertà di parola chiamata a gran voce dai dirigenti di YouTube e a quanto sembra anche dal NYT possa venire a meno. Inutile rifugiarsi dietro alla “libertà di parola” quando rimane online per mesi il video di un disabile che viene molestato mentre un video musicale viene rimosso a tempi record qualora violi il copyright.

Fleischer è pronto a dire che il caso Italia sia un disegno più grande, un “attacco politico” alle startup web 2 (“We see this as an attempt to reopen the law in Italy and Europe that protects these platforms for freedom of expression,” “It’s an attack on a decade of progress.”). Fleischer conosce forse assai poco la politica italiana, i veri attacchi vengono sferrati da un De Benedetti che vorrebbe un ulteriore sovvenzione per i quotidiani online per aiutarli in questa fase di recessione (n.d.r. Benedetti ha la cittadinanza svizzera e ometteva volutamente i milioni di euro che ricevono i quotidiani come il Corriere della Sera o Il Sole 24 ore & Co) oppure da una Carlucci e Barbareschi, quando inneggiavano ad un maggior controllo sul traffico Internet, spinti dal documento di Davide Rossi, presidente della UNIVIDEO…

Qualcosa di ciò che ha scritto il NYT è vero, Google verrà prima o poi ridimensionato a meno che non inizi a sottostare alle regole UE,  in primis una maggior privacy utente

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