Google affermava un paio di settimane fa di non voler più effettuare alcuna censura in Cina, ciò sebbene significasse chiudere i propri uffici. Puntuale la smentita, Google continua a operare in Cina. Delusi i sostenitori dei diritti Civili che lodarono l’annuncio iniziale di Google.

Business è Business. In seguito all’annuncio di Google arrivò quello di Microsoft che criticò la mossa del gigante delle ricerche bollandola come “insensata” ma anche controproducente. Anche Bill Gates criticò non apertamente la mossa di Google, si limitava a dire che un azienda che opera in uno Stato deve seguire la legge di quello Stato, qualora tale legge non la soddisfi, è inutile continuare a fare business.

Il CEO di Google (Eric Schmidt) è ritornato a parlare dei rapporti di Google con la Cina in occasione del Forum Mondiale Economico dicendo: “Ci piace la Cina,sta crescendo esponenzialmente.. ma non amiamo la Censura” “Speriamo che le cose cambino e di poter far pressione per rendere un prodotto migliore ai cittadini Cinesi”. Il commento di Schmidt è “il finale” di un dibattito che dura oramai da settimane e vede contrapposti le relazioni tra Cina e Stati Uniti.

Dopo il comunicato di Google in cui affermava che, dietro agli attacchi informatici diretti ad aziende USA vi era “il tocco Cinese”, le relazioni tra Stati Uniti e Cina divvenero complicate. Entrambi gli Stati diedero inizio ad una guerra di parole e comunicati, gli Stati Uniti minacciarono anche una denuncia formale contro la Cina, poichè il cyber attacco alle Aziende USA partiva dalla Cina. Dalle Azioni non sono seguiti però i fatti, gli Stati Uniti non hanno ancora attualizzato la minaccia mentre la Cina si  è “data da fare internamente”, per coprire qualsiasi notizia che riveli l’attacco informatico sferrato dalla Cina agli USA.

Sono in molti gli Osservatori a definirsi preoccupati che i rapporti con la Cina siano ai minimi storici, complice anche il recente exploit di Google. I dissidi sul ruolo della Cina nei colloqui di Copenhaghen (forum mondiale Economico) non hanno di certo aiutato a migliorare la situazione, anzi, hanno aumentato tensioni commerciali e economiche come la valuta Cinese. A tutto ciò dobbiamo aggiugere anche la preoccupazione del settore Business sui recenti Cyber Attacchi oltre alla preoccupazione maggiore, gli attacchi a Google hanno sollevato la questione se i “dati in the cloud” sian0 una soluzione sicura (l’uso è in crescita).

Li Keqiang, il vice premier della Cina non ha parlato di Google in occasione del proprio intervento ma diversi  manager rivelano che in un dibattito privato, Li Keqiang ha espresso l’importanza del dover seguire la legge Cinese. Concludiamo riportando osservazioni direttamente dal Forum Mondiale Economico, che i prossimi anni i dati in the Cloud diventeranno una sorta di “Fort Knox” motivo per cui le aziende chiedono ed esigono soluzioni drastiche per salvaguardare i propri dati in the cloud.

Google.cn è ancora attivo in Cina e sta operando la censura sui risultati delle Ricerche.  Rimangono aperti tuttavia i problemi di Google con la Cina, un dirigente Cinese ha detto che la mossa di Google ha rovinato il loro business nello Stato affermando: “Their growth will probably be much more outside of China”.

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