logo sicurezzaAttenzione utenti di Twitter, Facebook o di qualsiasi altro servizio Sociale, presto le assicurazioni potrebbero esigere una polizza contro i furti più cara, rispetto a quanto stavate già pagando. L’avvertimento è di Confused.com, sito di comparazione prezzi specializzato per le assicurazioni Auto.

Confused.com ha messo in guardia gli utenti dei Social Network come Facebook ma anche gli utenti di Twitter (servizio di Micro Blogging) dicendo che l’uso di tali servizi potrebbe far lievitare verso l’alto la propria polizza. La tematica sicurezza e polizza furto viene messa in risalto ancor più dal sito http://pleaserobme.com/ (non necessita di presentazioni). Please Rob Me (Derubami per Cortesia) analizza i messaggi degli utenti Twitter, fornisce (suppone) informazioni quando sono lontani dalle proprie abitazioni. L’utente che pubblica ad esempio un tweet dicendo “Mi trovo al centro commerciale”, espone se stesso a diversi rischi, primo fra tutti il lasciar un “biglietto da visita” virtuale per eventuali ladri, che verrebbero informati di una casa pronta “da essere saccheggiata”.

Si tratta di ipotesi, non conosciamo ancora nessuna assicurazione che abbia alzato una polizza dopo aver sentito che utilizziamo Twitter e Facebook. Analizzando però il sito http://pleaserobme.com/, vi è un legittimo s0spetto che prima o poi le “paure diventino” realtà, cioè che le assicurazioni inizino ad indagare anche sulla nostra attività online e, qualora utilizzassimo un Social Network o servizio di Micro Blogging  pretendano “più soldi”. Non stiamo assolutamente giustificando alcuna assicurazioni ma, il sito http://pleaserobme.com/ riesce e bene a informare sui problemi correlati a segnalare i nostri spostamenti su un Social Network. Qualora comunicassimo su Twitter d’esservi spostati in un centro commerciale, non è detto che la casa rimanga vuota, potrebbero esserci nostra moglie, la nostra ragazza oppure il nostro ragazzo. E se a casa non fosse rimasto nessuno ?

Ecco le opinioni di Darren Black (capo di Confused.com)

“I wouldn’t be surprised that as social media grows in popularity and more location-based applications come to fore, insurance providers consider these in their pricing of an individual’s risk and we could see hikes of up to 10% for people who use these sites.

“Criminals are becoming increasingly sophisticated in their information gathering even using Google earth and street view to plan their burglaries with military precision. Insurance providers are starting to take this into account when they are assessing claims and we may in future see insurers declining claims if they believe the customer was negligent.

“We would always recommend that our customers have adequate security and insurance in place to protect them should the worst happen, however they need to be aware that home security doesn’t just mean physical locks.”

Qualche consiglio

I consigli di Confused.com sono il buon senso. Il sito ricorda di non inserire in un Social Network o Forum il proprio indirizzo e numero di telefono, vi invitano all’unfollow delle persone che non conoscete nei Social Networks oppure su Twitter ma anche ad evitare qualsiasi geolocalizzazione.

Forse i consigli di Confused.com sono fin troppo “paranoici”, è vero anche che i furfanti stanno prendendo sempre più confidenza con i sistemi informatici…

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