logo libroMacmillan’s battle to raise e-book prices echoes earlier battles fought by the recording industry, and will end with the same rampant piracy if companies don’t get reasonable.

10 Dollari per un libro che non si può vendere, barattare, prestare o leggere senza una periferica da 259$ non è un buon inizio. Che dire invece del nuovo iPad che ha spinto di recente MacMillan ad alzare i propri prezzi, dei libri digitali in vendita su Amazon ? Amazon è stata letteralmente forzata ad abbandonare il proprio limite di 9.99$,ora MacMillan è libera di proporli a 12.99$ e 14.99$.

Il problema è nuovo ma la storia si ripete

Vi ricordate del DRM, quella fastidiosa restrizione ma anche “ideologia” che ha abbracciato per anni l’industria musicale ? Ebbene, è risaputo che gli utenti sono alla base di qualsiasi industria, restringere i loro diritti “al midollo osseo” ha un rischio, che tali restrizioni si ritorcano contro tale industria. L’industria musicale ne sa qualcosa, propone tracce audio (molte volte) a prezzi identici a quelli del supporto in CD ponendo anche (molte volte) enormi restrizioni sull’uso di tali tracce audio. Pensiamoci un attimo, è cambiato poco da quando esistono i download digitali, l’industria musicale vuole continuare a guadagnare come se si trattasse di un CD fornendo meno diritti ai consumatori ma anche lasciando dei prezzi “CD – Like”. Sono in molti i consumatori ad essersi ribellati al meccanismo dell’industria musicale, non giustifichiamo la pirateria ma si tratta sicuramente di una conseguenza delle scelte dell’industria musicale. Che dire infine dell’iniquo compenso ?

Gli utenti non sono ignoranti

Ipotizziamo di voler acquistare un libro (via Digital Trends) come “Dan Brown’s The Lost Symbol” (è stato uno dei primi libri ad aver venduto un maggior numero di copie digitali che copie fisiche) a $9.99 presso il Kindle Store di Amazon. “Dan Brown’s The Lost Symbol” circola anche sulle reti p2p e torrent, possiamo scaricare il PDF da 2.8 MB in un minuto senza alcuna tassa. Come è possibile incolpare i pirati ? Possiamo compare una copia fisica del libro di Dan Brown a 12$, una copia virtuale a 10$. Una copia fisica non richiede un investimento di 250$ per un Kindle, possiamo darla in prestito a quanti amici vogliamo e, quando ci stufiamo possiamo venderla, potendo ottenere 7$. Ebbene, un libro fisico da 12$ verrebbe a costare 5$.

I libri digitali sono maggiormente fastidiosi, sono nominali, non possiamo prestarli, non possiamo (talvolta) aggiungere appunti e richiedono un investimento. Talvolta non è possibile procedere neppure alla stampa del libro appena acquistato.

I libri digitali sono pronti per l’insuccesso ?

Gli anni dimostrano che qualsiasi industria ha da trattare i consumatori con le “pinzette”. Troppe restrizioni e “la complicità dei governi” (vedi il caso Romani, l’iniquo compenso, ecc.) non aiutano di certo a combattere la pirateria, aumentano solamente il malcontento generale. Una cosa è certa, si potrà iniziare a discutere quando musica e pdf saranno disponibili senza DRM e verranno abolite le (troppe) restrizioni per i consumatori.

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