logo consumatoriIniquo compenso anche per le periferiche che non consentono la duplicazione audio e video, ora vorrebbero un sistema alla Francese. La FAPAV non demorde, l’istanza contro Telecom rimane aperta, oggetto della contesa sono gli indirizzi IP di milioni di utenti Telecom Italia ottenuti tramite mezzi illeciti.

La FAPAV ha chiesto l’aiuto di CoPeerRight per “effettuare un rastrellamento indiscriminato” di indirizzi IP, in modo tale da capire chi scarica materiale coperto dai diritti d’autore. Il problema rimane sempre lo stesso, con che diritto FAPAV si intromette nella navigazione degli utenti Internet Italiani ?

Abbiamo già assistito ad una sentenza sospetta (Pirate Bay, attivo il (finto) sigillo) in cui si decreta la “morte apparente” di Pirate Bay per gli utenti Italiani. Il problema non è tanto il blocco di Pirate Bay quanto il contenuto della sentenza, un abnormita’ giuridica. Il processo FAPAV sta “prendendo però una piega” differente, sappiate che è intervenuto anche il Garante della Privacy in difesa degli utenti. Non sappiamo a priori se l’intervento del garante della privacy sia sinonimo di vittoria per Telecom Italia ma i rischi sono alti:

  • l’ISP di trasformerebbe in un “vigilante” pronto a analizzare ogni singolo dato in transito da e verso il nostro PC, per evitare il download di contenuti protetti da Copyright (note, l’analisi dei dati in  transito da e verso il nostro PC è ancor oggi imperfetta n.d.r.)
  • L’utente che si collega ad Internet vedrebba violata la propia privacy continuamente.
  • L’utente che effettuerebbe il download di materiale coperto da Copyright riceverebbe un ammonizione dall’ISP (qualcuno ha mai pensato ai falsi positivi ?)
  • L’utente si troverebbe sotto il fuoco incrociato delle associazioni Anti Pirateria, impegnate nell’invio di missive sebbene un IP non identifichi automaticamente quella determinata persona o quel determinato PC.
  • Gli ISP si troverebbero ad affrontare nuovi costi per far fronte all’opera di vigilanza che andrebbero a ricadere ancora una volta sugli utenti (nd.r: non basta l’equo compenso, ora arriverebbe anche l’aumento del osto della connessione a Internet per il privilegio di navigare sotto l’occhio indagatore del “Grande Fratello”)

Non abbiamo la “bacchetta magica”, non sappiamo come finirà il processo ma il primo giorno sa di vecchio. Concludiamo ricordando la lettura della risposta ufficiale inviata da FAPAV al Garante per la Protezione dei Dati Personali a seguito della richiesta di informazioni dello stesso in merito alla controversia FAPAV/TELECOM. Sono interessanti le considerazioni su Pirate Bay di FAPAV, non prima d’aver analizzato l’abnormità giuridica sulla decisione Pirate Bay del Tribunale di Bergamo .. (Pirate Bay, attivo il (finto) sigillo)

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