DreamHostRitorniamo a parlare di Hosting adesso che è diventata popolare la disavventura di un utente di DreamHost, il suo sito era DOWN addirittura 1 giorno e 10 ore. La notizia postata dall’utente di DreamHost ha fatto subito scalpore guadagnandosi neanche in 10 ore la prima pagina di DIGG (sito di Social News). Perchè tanto scalpore ? Effettivamente sono stati in tanti a domandarselo nei commenti, questo perchè DreamHost account VPS esclusi è un fornitore di CHEAP Shared Hosting. Cosa significa Shared Hosting ? Shared Hosting è il termine che si riferisce quando compriamo un piccolo spazio di Hosting in un Server che mantiene oltre al nostro centinaia di altri siti. Tralasciando la bontà o non bontà di DreamHost come Hosting Provider, se il nostro account è down armiamoci di pazienza, attendiamo che sia nuovamente accessibile e facciamo un backup di tutti i dati, mysql incluso. Se poi l’inconveniente si è rivelato lungo o spiacevole nulla vieta il cambio di hosting provider ma in mezzo alle varie offerte bisogna sapersi destreggiare.

  • La prima regola da prendere in considerazione quando si cerca un fornitore di Shared Hosting è eliminare tassativamente quelli che fanno uso dei referrals, meccanismi tramite cui un utente sponsorizza sul suo sito il servizio di un shared hosting provider e, qualora riesca a far registrare qualche nuovo user “intascherà dei soldi”. Il tempo ha dato conferma che la maggior parte dei shared hosting provider che forniscono tale meccanismo non si sono rivelati affidabili.
  • Ritorniamo a dire ancora una volta che il miglior metodo con cui capire se un Shared Hosting Provider sia affidabile sono i forum. Non consideriamo oro quello che ci viene raccontato nei forum, diversi sono gli utenti che postano le loro esperienze dopo una settimana d’utilizzo del servizio. La cosa migliore da fare è cercare le opinioni di persone che hanno passato almeno un paio di mesi se non 6 mesi sotto lo stesso Shared Hosting Provider.
  • Diffidiamo delle offerte dove ci viene proposta banda infinita o archiviazione infinita, è noto che lo spazio di archiviazione è qualcosa di finito, stessa cosa per la banda. La banda è costosa e difficilmente trarremo beneficio di un bandwidth infinito, è uno “specchio per le allodole” ma anche un segno di un “cattivo hosting provider”, è meglio che ci dicano subito quanta banda ci viene concessa.
  • Diffidiamo delle offerte da 1€ al mese, esistono anche quelle e se ci venisse l’idea di provarle saremo in un server affollatissimo forse peggiore di quelli che aveva il nostro precedente hosting provider.

La risposta non è però il solo cambio di Shared Hosting Provider, molte volte è meglio decidersi di passare ad un piano VPS, è più costoso ma potremo avere più performance, i nostri Script e accesso ROOT sapendo che il nostro Server sarà condiviso con un paio di altri siti. Non scherziamo neppure con i VPS, prima di procedere al loro acquisto chiediamo all’hosting provider quanti siti ha all’interno di ogni VPS, la trasparenza è sinonimo molte volte di serietà del servizio offerto.

E chi si lamenta dell’UPTIME di un servizio di Shared Hosting ? I servizi di Shared Hosting sono per siti poco trafficati, qualora il nostro sito abbia un numero consistente di lettori e teniamo a cuore l’UPTIME è meglio passare immediatamente ad un VPS, un piano base costa una media di 40-50$ mensili (piani base) ma sono un INVESTIMENTO che generà un ritorno nel tempo.

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