Si chiama Cray Jaguar e ha bisogno di poche presentazioni, è il supercomputer più veloce al mondo, parliamo di  2.3 petaflops e oltre 2 milioni di miliardi di calcoli al secondo. Inutile dirlo che si tratta solo dell’inizio, di un trend in ascesa, lo stesso che vede i datacenter offrire continuamente server con maggiori performance oppure  i processori dei PC, impegnati a offrire continuamente il top delle performance aumentandole di anno in anno.

Bisogna riflettere quando pensiamo al nostro processore “casalingo” è in grado di elaborare all’incirca qualcosa come 2 o più miliardi di calcoli al secondo ma le tematiche rimangono le stesse, in un industria che triplica le performance dei supercomputer ogni 10 anni ed una legge di Moore (quasi) ancora attuale, ci si continua a scontrare con il fabbisogno di aumentare la velocità ma anche a dover rispondere a tematiche ambientali. L’industria deve trovare risposta ai consumi energetici dei sistemi ma anche un modo per controllare i sistemi e garantirne l’efficienza.

Quando arriveranno i Supercomputer con “risparmio energetico” ?

I Supercomputers sono stati progettati con sistemi appositi per ottimizzare le velocità ma anche delegare determinate operazioni in condizioni di stress e utilizzare efficacemente un gran numero di processori. Tutto ciò che è superfluo, è stato “accantonato” nei Supercomputer per dare le migliori performance possibili, come se si trattasse di una “macchina da corsa” . Peccato che in un mondo dove assistiamo finalmente alla nascita e rimodernamento dei datacenter che stanno diventando effettivamente Green, qualcuno sia ancora distante da tale obbiettivo. Stiamo parlando di Supercomputer come quello appena citato ma anche altri Supercomputer, molti sono gli esperti a dire che il consumo medio potrebbe aggirarsi su 250 megawatt – 1 GW di potenza, l’equivalente di una centrale elettrica media.

IBM è già nella giusta direzione, sta cercando di ridurre il consumo energetico tramite Chips che consentono di accelerare lo stesso le  prestazioni su larga scala come ad esempio i processori grafici Nvidia. Anche il governo USA sta adottando dei supercomputer che si rivelano assai efficienti ma il problema è talvolta “istruire al meglio” i singoli componenti del supercomputer, la cosidetta programmazione software ed è qui che iniziano i problemi.

E’ possibile pensare ad un futuro in cui le strade dei “Data Center” e Supercomputer si incrocino. Per ora il quesito rimane la creazione di macchine e sistemi green e le premesse esistono, il “cessate le armi” di Intel e AMD ma anche gli sforzi di IBM

Attenzione ! Abbiamo cambiato dominio !

Prosegui la lettura su Pausa Web !