Nulla da fare, ancora una volta vi è di mezzo Pirate Bay ma non ci troviamo in Svezia bensi’ in Italia. I lettori di Italia SW si ricorderanno bene la data 2008/08/18 quando gli ISP Italiani effettuavano un redirect. Chi intendeva visitare Pirate Bay non veniva “spostato” su un sito pubblico oppure su un sito avente un messaggio “sito oscurato” bensi’ sul sito della IFPI (Federazione internazionale dell’Industria Fonografica). Per maggiori info riguardo tale tentativo di redirect ricordiamo: Gli ISP italiani ridirezionano gli utenti di Pirate Bay verso IFPI. Tale mossa fu un mezzo successo per la IFPI, ottenne pubblicità ma ancor più pubblicità negativa, è risaputo che un blocco di un sito non porta ad un redirect verso un associazione di per se privata bensi’ ad esempio alla guardia di finanza..
Pirate Bay venne oscurato ma il tentativo di oscuramento durò poco, ben presto fu di nuovo visibile per qualsiasi persona che risiede in Italia, grazie ai diversi reclami, uno di questi venne effettuato anche da altro consumo in data 2008/09/24. Tale reclamo non era per il blocco di Pirate Bay. L’ipotesi di Altroconsumo ma anche dei diversi magazine online e cartacei è che siano stati raccolti e trattati illecitamente, senza alcuna autorizzazione da parte degli utenti, i dati personali di migliaia di navigatori da parte di un soggetto privato riconducibile alla Ifpi, associazione che rappresenta a livello internazionale le industrie discografiche su diversi Paesi.
Ora ritorna lo “spettro del blocco a Pirate Bay” ma non sarà immediato, non è detto neppure che venga effettuato poichè vi sarà un nuovoesame di dell’ordinanza di blocco di Pirate Bay. Pronta invece la replica della FIMI che dice:
FIMI, federazione dell’industria musicale italiana, aderente a Confindustria, che aveva dato il via al caso Pirate Bay in Italia è soddisfatta della decisione della Cassazione che offre nuovamente l’opportunità alla Procura di Bergamo di ordinare il blocco del sito ai service provider italiani.
“Pirate Bay ha potuto operare impunemente per quasi un anno dopo la decisione del riesame che aveva annullato il sequestro ordinato dal GIP di Bergamo” ha dichiarato Enzo Mazza, presidente della federazione “con gravi danni per la musica italiana.Oggi ci troviamo di fronte alla possibilità di ottenere nuovamente il blocco del sito in Italia, così com’era avvenuto nell’agosto del 2008 a tutela della produzione italiana dei contenuti”.
Recentemente i legali di FIMI e di FPM (Federazione contro la Pirateria Musicale) avevano anche presentato una richiesta di risarcimento pari ad un milione di euro ai creatori e gestori del noto sito tracker svedese Pirate Bay. La richiesta era basata sulle evidenze raccolte nel corso del procedimento penale di Bergamo dove, sia il Giudice per le Indagini Preliminari sia il Tribunale del Riesame di Bergamo, a seguito di un’indagine della Guardia di Finanza, hanno ritenuto che Pirate Bay fosse comunque in violazione della normativa italiana sul diritto d’autore.
Concludiamo ricordando che la corte del riesame per Pirate Bay (Svezia) ha decretato che uno dei giudici non può assolvere tale incarico nella causa pendente contro Pirate Bay per conflitto di interessi. Come vi ricorderete sicuramente (Le ultime news su Pirate Bay) uno dei giudici aveva delle stock options di spotify, lavorava inoltre per la compagnia di musica in streaming come product developer.
Attenzione ! Abbiamo cambiato dominio !
Prosegui la lettura su Pausa Web !



